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FEDERALISMO FISCALE

Roma, la capitale dei privilegi

Il presidente Formigoni è intransigente: "Non c’è scritto da nessuna parte che ha diritto a soldi in più". Sul decreto Expo? "E' una questione di giorni"

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Il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni (Newpress) Milano, 22 ottobre 2008 - Per essere fiducioso lo è ("guai se non lo fossi"), ma sfodera grinta e sulle questioni di fondo è intransigente. "Perchè un governo nazionale non può ignorare un problema complesso e molto sentito come quello che abbiamo sollevato", insieme alla Moratti e Penati, sulla grave mancanza di risorse per Regioni ed enti locali. Sul federalismo, poi, non tentenna ma la sua ricetta è: "Partire subito, non aspettare due anni per i numeri e cinque perché vada a regime". Sul decreto Expo? Più morbido. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni annuncia che è una questione di giorni.

 

Presidente, ci sono reazioni alla lettera inviata al premier Berlusconi?

"No, ci sono stati contatti ma non ancora reazioni. Abbiamo posto un problema generale che non riguarda solo la Lombardia, che pure è in forte sofferenza, ma che interessa molte altre regioni e tanti comuni. Non a caso, mi hanno telefonato diversi presidenti miei colleghi e molti sindaci. Adesso attendiamo risposte alle questioni sollevate".

 

Trasporto pubblico locale e Ici sono le spine nel fianco delle amministrazioni pubbliche.

"Già. Il fondo del trasporto pubblico locale non viene aggiornato da dieci anni, sono dieci anni che le Regioni sono in sofferenza. In Lombardia la partita del trasporto pubblico vale 150 milionidi euro (20 milioni il capitolo Ici, ndr), soldi che chiediamo da anni. Adesso è un problema che esplode, di una gravità senza pari, lo sappiamo solo noi che tutti i giorni dobbiamo far fronte alle giuste proteste dei nostri cittadini di fronte ad un servizio che è sempre più carente. Il rimborso dell’Ici, poi, è dovuto".

 

Fondi a pioggia a Roma e Catania, sottratti al Nord. Si rischia di scatenare le solite polemiche con il Sud...

"Il governo può dare soldi a chi vuole, se ne ha per tutti. Ma siccome siamo in un periodo di crisi, le poche risorse che ci sono andranno distribuite tenendo conto dei diversi problemi. Invece, non si può non notare che il governo ha dato 150 milioni di euro a Catania per far fronte ad un dissesto e 500 milioni a Roma (prendendoli dal Fas, fondo per aree sottoutilizzate, destinato al Nord, ndr). E ancora: dal 2010 Roma riceverà altri 500 milioni per sanare i buchi di bilancio delle precedenti gestioni".

 

Ma i soldi per Roma sono il prezzo che il Paese paga alla sua Capitale...

"Che Roma sia la Capitale d’Italia lo sappiamo tutti ma non ha diritto a fondi in più solo per questo motivo. Non c’è scritto da nessuna parte ma non è detto che in futuro non si possa decidere di stanziare risorse ad hoc. Certo, non con questo sistema: si fa una bella discussione in Parlamento e si cambiano le regole. Sa che cosa c’è scritto nel decreto legge numero 154? Che i soldi a Roma vanno dati prioritariamente, quel che avanza si divide fra gli altri. A Milano, quando ci sono state difficoltà di bilancio, è stata venduta la Centrale del Latte. Possono fare anche loro così, ci sono innumerevoli società, senza un valore strategico, che possono essere privatizzate per recuperare risorse da utilizzare al meglio".

 

E per Catania?

"Considero il caso chiuso. Ho apprezzato la dichiarazione del presidente della Regione Sicilia che considera quei soldi un prestito da restituire".

 

Il decreto Expo non è ancora pronto....

"Credo sia interesse di Silvio Berlusconi firmarlo. Ma ormai è questione di pochi giorni. É l’ultimo atto, poi si potrà partire".

di Stefania Consenti

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