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Giunta, salta il vertice per il rimpasto

E' stato annullato improvvisamente il summit previsto in Comune. Il sindaco ha chiesto altro tempo ai capintesta di Forza Italia

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Il sindaco di Milano Letizia Moratti Milano, 13 ottobre 2008 - Due poltrone (Bilancio e Commercio) per cinque azzurri che aspirano alla promozione da consigliere ad assessore. Ma la clamorosa sorpresa sempre possibile sul fronte caliente dei rapporti tra il sindaco e Forza Italia s’è materializzata ieri con l’improvviso annullamento del summit convocato per oggi a Palazzo Marino. Quella che si profilava all’orizzonte come la giornata giusta per trovare la quadra sul rimpasto di Giunta si trasforma, insomma, nell’ennesimo di’ di attesa. Perché slitterà di una settimana l’operazione che il partito di maggioranza relativa, dopo aver reagito con il silenzio al siluramento dell’ 'anarchico' Vittorio Sgarbi e all’avocazione in capo a Letizia Moratti della delega alla Cultura, s’era premurato di chiedere sull’onda della clamorosa cacciata dall’esecutivo di Tiziana Maiolo (Commercio, appunto).

 

Scordato il passato, scandito, però, pure dal licenziamento in tronco dalla Salute dell’allora aennina Carla De Albertis (il primo cittadino sostenitore delle pari opportunità ha fatto, dunque, fuori due donne), passiamo al presente. Scandito, appunto, dall’azzeramento dell’incontro che avrebbe dovuto vedere protagonisti il sindaco e i vertici milanesi (Luigi Casero e Maurizio Lupi) e regionali (Guido Podestà) di Forza Italia. I pronostici della vigilia accreditavano la sensazione che quest’ennesimo conclave sul rimpasto di Giunta si sarebbe concluso con la fumata bianca tanto attesa dagli azzurri.

 

Ma, nella tarda serata, s’è appreso che la Moratti aveva chiesto altro tempo ai capintesta azzurri. Giustificando, per di più, l’ulteriore congelamento del rimpasto con la difficoltà di accogliere senza un periodo di meditazione la richiesta avanzata venerdì scorso da Forza Italia. Che, cioè, gli assessori entranti fossero selezionati all’interno di rose di nomi comprendenti solo consiglieri comunali. "Dal gruppo azzurro mi aspetto comportamenti più coerenti con le candidature espresse - avrebbe confidato il sindaco ai suoi più stretti collaboratori -. Anche perché non mi va di escludere a priori innesti esterni".

 

Come quello del deputato Maurizio Bernardo, appoggiato dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e contestato dal gruppo azzurro di stanza in Comune. Morale? Con il rinvio del summit la Moratti è riuscita a scontentare sia Forza Italia, che segue la vicenda pure con il vicecoordinatore nazionale Giancarlo Abelli, sia i cinque aspiranti al soglio dei due assessorati vacanti. E c’è da giurare che neppure domani in occasione di un vertice a Roma con i partiti della coalizione il sindaco accetterà di dedicare almeno un minuto al tema del rimpasto.

 

I favoriti della corsa disputata in seno a Forza Italia rimangono, comunque, gli stessi emersi nei giorni scorsi. Quota bassa, data la quasi sicurezza di incassare il Bilancio, per il ciellino Giacomo Beretta. Per il Commercio, è, invece, ancora battaglia tra il liberal Giulio Gallera e il socialista Francesco Triscari. Di rincalzo figurano Paolo Massari, Alan Christian Rizzi e Fabrizio De Pasquale. 

di Corrado Dragotto










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