L'uso eccessivo di strumenti tecnologici favorisce il calo del desiderio sessuale. È quanto emerge da uno studio condotto da 'Netdipendenza onlus'
Milano, 9 ottobre 2008 - Manager rampanti alle prese con telefonini, palmari, pc e altre 'diavolerie' hi-tech, attenzione: il tecnostress fa male all'amore. Lo stress prodotto dall'uso eccessivo di strumenti tecnologici favorisce infatti il calo del desiderio sessuale e altera gli equilibri affettivi. È quanto emerge dal nuovo studio condotto da Netdipendenza onlus, i cui risultati saranno illustrati domani a Milano nell'ambito di 'Innovation Circus': la kermesse sull'innovazione tecnologica voluta da Regione Lombardia, Provincia, Comune e Camera di commercio di Milano.
La conferma che il tecnostress colpisce la vita sentimentale delle coppie 'info-tech' arriva da un pool di psicologi e sessuologi interpellati da Enzo Di Frenna, presidente dell'associazione no-profit e autore del libro 'Tecnostress in azienda'. Il gruppo di ricerca, coordinato dalle psicologhe Giorgia Notari e Chiara Baietto, ha analizzato gli elementi in comune tra stress e tecnostress, individuando numerosi collegamenti: "Multitasking, sovraccarico informativo, tempi veloci, impegni eccessivi e connessione continua inducono ansia, stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno e, in definitiva, favoriscono il calo del desiderio e i problemi relazionali nella coppia".
Questo del tecnostress, spiega Notari, coordinatrice scientifica del progetto, "è un tema molto importante e continueremo ad approfondirlo poichè altera uno degli aspetti fondamentali dell'equilibrio psicofisico dell'individuo tecnologico". Lo studio sarà pubblicato la prossima settimana su Runfortecnostress Network, il social media di info-lavoratori e professionisti hi-tech impegnati a prevenire il tecnostress, insieme ai risultati di un sondaggio che rimarrà aperto fino al 20 ottobre. Le coppie che invieranno la loro opinione potranno vincere un fine settimana rilassante sulle rive del lago di Bracciano, recuperando i tempi lenti che nutrono il desiderio.
"L'idea di questo studio è nata dopo aver intervistato numerosi manager Ict - riferisce Di Frenna - i quali mi confessavano di non aver tempo neppure per curare il loro rapporto di coppia. Se il tecnostress altera la vita sentimentale significa che siamo più vulnerabili, più fragili, e ciò si ripercuote inevitabilmente nelle performance aziendali. Una persona infelice rende di meno". Sul tema è intervenuto anche lo psichiatra e sessuologo Willy Pasini. "Il tecnostress - conferma l'esperto - è un rischio per l'amore e il desiderio. La vita moderna ci sottopone spesso ad una accelerazione dei nostri tempi e l'urgenza può prendere il sopravvento. Quando non c'è abbastanza tempo per nulla, l'innamoramento viene soffocato e anche il rapporto di coppia ne risente, anche sotto il profilo del desiderio sessuale. Un recente studio ha rivelato che in Giappone gli uomini non hanno tempo per fare l'amore a causa dei troppi impegni finalizzati al guadagno. Ecco, vivere così, alla velocità delle macchine, può spegnere il desiderio e in casi gravi può addirittura favorire disfunzioni erettili e impotenza di natura psicologica".
Che una vita ipertecnologica possa alterare il rapporto di coppia è anche la convinzione di Alessandra Graziottin, sessuologa e direttore del Centro di ginecologia San Raffaele Resnati di Milano. "La vita hi-tech spesso significa accelerazione e multitasking. Dunque - dice l'esperta - chi sta molte ore al computer e su Internet fa spesso una professione tecnostressante, togliendo ore al sonno e riducendo la vitalità personale. In queste condizioni si possono verificare disturbi dell'erezione, riduzione dell'eccitazione vaginale, vulnerabilità all'ansia, irritabilità. E ciò può favorire i conflitti di coppia".
Cosa fare, quindi, per prevenire questi rischi? "Direi che bisogna trovare un equilibrio tra kairos, il tempo interiore, e kronos, il tempo effettivo che scandisce i tempi", suggerisce Pasini. "È necessario ritagliarsi spazi in cui nutrire tutti i sensi - gli fa eco la psicologa e psicoterapeuta Renata Taddei, esperta di dipendenze digitali - soprattutto l'olfatto e il tatto, che hanno un ruolo importante nell'attivazione del desiderio".
Nel cuore di Milano ci sono delle sagome che raffigurano i poliziotti con la scritta "Ci hanno pugnalato alle spalle". E' una manifestazione del sindacato Coisp per la sicurezza delle forze dell'ordine