Almeno duemila persone sono scese in piazza per manifestare contro i tagli del salario accessorio, il blocco delle assunzioni dei precari e la campagna mediatica 'anti-statali'
Milano, 6 ottobre 2008 - "Brunetta, Brunetta, vattene in fretta". Questo è uno degli slogan che hanno gridato a gran voce i partecipanti alla manifestazione di protesta contro la legge 133, la conversione del decreto Brunetta, promossa da Cgil, Cisl, Uil e Fialp Cisal.
Si sono riunite per il corteo almeno duemila persone, cinquemila secondo le stime degli organizzatori. I dipendenti pubblici sono scesi in piazza contro "L'eliminazione del salario accessorio (che toglierà dai 200 ai 500 euro per lavoratore), lo stop alle assunzioni dei precari e contro un rinnovo di contratto stabilito dalla finanziaria che prevede "aumenti contrattuali ridicoli, di 8 euro per il 2008".
Il coordinatore della Cisl Fps milanese, Luigi Passera annuncia: "Questa è una prima iniziativa, ci sarà lo sciopero generale", per Emilia Natale, esponente della Cgil funzione pubblica di Milano: "La protesta nasce per chiedere al Governo contratti dignitosi per i dipendenti pubblici e di non applicare la legge 133".
"Stiamo manifestando contro la cancellazione del salario accessorio., la campagna mediatica contro l'amministrazione pubblica e le riduzioni di personale", precisa il segretario della Pubblica amministrazione Domenico Di Cristo.
A Palazzo Marino è stata presentata la nuova formazione della squadra femminile di A2, che nello scorso campionato ha mancato la promozione di un soffio