Si tratta di due moldavi. Sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare per concorso in omicidio volontario aggravato
Milano, 3 ottobre 2008 - Due moldavi sono stati arrestati dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Marzio Colturani, il medico morto soffocato lo scorso 13 novembre durante di una rapina. Si tratta di Iure Popescu, 33enne detto Slii (che significa "cattivo" nella sua lingua) e Serghiei Dragan, 29. Entrambi si trovavano già in carcere a San Vittore per altri reati, ma ieri sono stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia cautelare per concorso in omicidio volontario aggravato.
Slii sarebbe il promotore di un'associazione per delinquere dedita al traffico di droga e tabacchi dalla Moldavia all'Italia e al riciclaggio di automobili dall'Italia alla Moldavia, che avrebbe dato l'assenso alla rapina ideata dal latitante Vasile Cogeban, 22 anni, insieme alla sua amante, Tatiana Mitrean, la colf di Colturani già condannata nei giorni scorsi per concorso a 22 anni e 8 mesi di reclusione.
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Bruna Albertini, e svolta dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale, ha permesso di far luce su un'associazione per delinquere composta da almeno una decina tra moldavi e ucraini, dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e, in particolare, al riciclaggio di macchine rubate che venivano smontate e caricate su furgoni che da Cascina Gobba le portavano nell'est Europa. Qui venivano riassemblate e rivendute.
A capo di questa organizzazione, che invece dalla Moldavia importava droga e tabacchi, c'era proprio Popescu, ma ne facevano parte anche Dragan, Coceban e Stanislav Vladov, un ucraino di 28 anni individuato ieri pomeriggio in viale Romagna e arrestato. A carico di quest'ultimo, però, non ci sono elementi che facciano ritenere agli investigatori che abbia preso parte alla rapina.
Popescu e Dragan, invece, si trovavano già a San Vittore. Il primo dallo scorso marzo, dopo un primo arresto per ricettazione. Il secondo da giugno, per lo spaccio di cento grammi di cocaina. Solo dopo l'arresto della colf già condannata gli inquirenti hanno raccolto sufficienti elementi perché scattasse per loro la nuova misura cautelare per concorso in omicidio aggravato. Infatti l'ordinanza emessa dal gip Paolo Ielo lo scorso febbraio riguardava solo Tatiana Mitrean e Vasile Coceban, che però è tuttora latitante in Moldavia, un paese con il quale l'Italia non ha accordi per l'estradizione.
Le indagini hanno dunque permesso di appurare che la rapina in cui è morto il ginecologo 64enne è stata pianificata nell'ambito di questa organizzazione criminale. La Mitrean sarebbe stata convinta dall'amante, Coceban, a dargli le chiavi dell'appartamento di via Comerio in cui lavorava da quasi tre anni. Con le indicazioni fornite dalla badante e con l'aiuto di Leonid Malush, già condannato per favoreggiamento, in sette giorni Cogeban ha pianificato tutto, appurando attraverso internet il valore di mercato dei quadri custoditi in casa dal medico.
A quel punto non è restato altro che riferire tutto a Popescu e chiederne l'autorizzazione a eseguire il colpo, per poi dividere il bottino anche con lui. I carabinieri ritengono che quella notte, nell'abitazione di Marzio Colturani, siano entrati Popescu, Coceban e Dragan. Tra i sospettati c'è però anche Alexander Bunduchi, un 22enne in carcere a Roma per rapina ed estorsione, indagato invece formalmente a piede libero per l'omicidio. Il giovane era stato interrogato dal pm lo scorso 21 luglio insieme a Dragan.
Nell'avviso di convocazione si leggeva che "agendo in concorso con Mitrean Tatiana e Cogeban Vasile e altri e comunque nel numero di almeno cinque persone (...) cagionavano la morte di Colturani Marzio per asfissia causata dalla totale ostruzione delle vie aeree, a causa del nastro adesivo da cui era stato avvolto con plurimi giri". Le aggravanti contestate nel reato di omicidio sono quelle della crudeltà, della minorata difesa e del numero persone.
Secondo il pm avrebbero avuto nella rapina "apporti causali anche distinti e comunque convergenti" sul fronte della ideazione e della concertazione" della rapina. A incastrare i nuovi arrestati, sarebbero state anche le liti sulla refurtiva, perché Cogeban, che all'indomani del delitto era scappato subito all'estero, ne avrebbe sottratta una parte ai complici. Intercettati dagli investigatori, nei mesi successivi i membri della banda sono stati sentiti litigare al telefono. Ovviamente non parlavano apertamente, ma in codice commentavano la rapina e i fatti successivi.
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