Il sindaco non intende cedere a Forza Italia il Bilancio e prende tempo per sostituire l'ex assessore alle Attività produttive Maiolo
Milano, 2 ottobre 2008 - Il 'tagliando' al motore della Giunta, che, il 27 settembre scorso, sembrava praticamente eseguito dalla premiata officina Pdl-Lega sull’onda del faccia-a-faccia tra il sindaco e il coordinatore regionale di Forza Italia Guido Podestà, non solo pare ridursi alla sostituzione di una candela (il deputato azzurro Maurizio Bernardo alle Attività produttive per avvicendare la ripudiata Tiziana Maiolo) ma si profila con tempi da calende greche.
"Di rimpasto parlate voi - ha scandito, infatti, Letizia Moratti a margine di un’uscita pubblica svoltasi ieri -. Io preferisco la formula 'sostituzione'. Vedrete che arriverà, perché ci sto lavorando. Ascolto tutti ma, come ho già sottolineato, la decisione sarà una mia decisione. Il vertice di ieri (l’altroieri, ndr.) a Roma con i partiti della maggioranza non ha dato risultati? Quella riunione, in realtà, non verteva sul rimpasto di Giunta ma sulle strategie della città in relazione al piano elaborato da Atm e da Gtt (fusione per ora stoppata da Forza Italia e Lega, ndr.) per il rafforzamento del trasporto pubblico locale e per creare le premesse di ulteriori investimenti nella nostra Milano mantenendo invariate le tariffe. È emersa una valutazione positiva. Abbiamo fissato al 14 ottobre un approfondimento del tema".
Il veto preventivo di azzurri e lumbard alle nozze Atm-Gtt non ha, dunque, persuaso la Moratti a cedere a Forza Italia quella delega al Bilancio, in capo al primo cittadino dall’inizio del suo mandato, che avrebbe consentito a Podestà di accontentare almeno uno (in pole position il ciellino Giacomo Beretta) dei 12 consiglieri comunali azzurri (qualche chance per Giulio Gallera, Alan Christian Rizzi, Fabrizio De Pasquale, Milko Pennisi e Paolo Massari) messisi in fila per ottenere un assessorato. Di più: il sindaco non intende lasciare hic et nunc, come le aveva suggerito il futuro candidato del Pdl alla presidenza della Provincia, neppure la delega alla Cultura assunta ad interim dopo il siluramento di Vittorio Sgarbi e sollecitata a gran voce dall’assessore allo Sport Giovanni Terzi.
Morale? Lo schema trovato da Podestà è saltato con la conseguenza che gli avvicendamenti all’interno dell’esecutivo sono tornati in alto mare. Anche se si può ipotizzare che con la formula 'sostituzione' il sindaco abbia tentato di fare capire a Forza Italia che accoglierebbe a braccia aperte Bernardo. Uno scenario che i "magnifici 12" di Forza Italia non gradirebbero. Perché la cooptazione nella stanza dei bottoni di un esterno al Comune è vista dai pretendenti a un posto al sole di un assessorato come il mancato riconoscimento dell’impegno profuso tra i banchi di Palazzo Marino. Il cambio (o i cambi?) in corsa nell’esecutivo non si dovrebbe materializzare, in ogni caso, prima di due settimane.
La sensazione è, però, che le diplomazie dei partiti continueranno pure nei prossimi giorni a esercitare sulla Moratti un pressing da furore agonistico. E non è affatto scontato che Pdl e Lega si rifiutino di vincolare il sì al matrimonio del secolo nel settore del trasporto pubblico tra Atm e Gtt a un 'tagliando' di Giunta con la sostituzione di almeno due pistoni grippati.
di Corrado Dragotto
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