La sostituzione è avvenuta in due processi civili. Per aver 'giocato' sull'aspetto fisico evidentemente identico le sorelle saranno processate
Milano, 25 settembre 2008 - Si assomigliano come due gocce d'acqua. La differenza? Una delle due è solo laureata in legge, mentre l'altra è avvocatessa e giudice onorario. Il curioso episodio è accaduto nelle aule di giustizia e riguarda relativo a due sorelle gemelle: l'una è stata sostituita dall'altra in due processi civili. E per aver 'giocato' sull'aspetto fisico evidentemente identico le sorelle saranno processate a Brescia il 15 gennaio 2009: le gemelle, 54 anni, di Magenta (Milano), sono entrambe accusate di falso e una anche di truffa. Gabriela Giovanna Odisio è giudice onorario presso la sezione staccata di Rho del Tribunale di Milano, l'altra, Patrizia Odisio è quella solo laureata.
Sulla base di quanto emerso dalle indagini, la gemella in possesso del titolo di studio e non dello status di avvocato, avrebbe sostituito la sorella in due cause civili, presso il tribunale di Vigevano e davanti al giudice di pace di Vigevano, dove appunto, quest'ultima avrebbe dovuto essere presente come legale. In realta' l'avvocato Gabriela Odisio, nelle stesse date, secondo la ricostruzione della magistratura bresciana, ha presenziato alle proprie udienze in qualita' di giudice onorario nella sezione staccata di Rho del Tribunale di Milano.
L'accusa in questo caso è quindi, per le due gemelle, di falso. Gabriela Odisio deve rispondere però anche di truffa per ''l'ingiusto profitto tratto ai danni'' delle due persone costituitesi poi parti civili, in seguito alla sostituzione avvenuta, da parte della sorella, nelle causa civili davanti al Tribunale e al giudice di pace di Vigevano. Il legale infatti ha chiesto al Tribunale e al giudice di pace di Rho l'emissione del decreto ingiuntivo di pagamento per il proprio patrocinio nella cause in questione. L'avvocato ha, in particolare, allegato alla richiesta d'emissione del decreto i fascicoli di causa e la liquidazione dell'Ordine degli avvocati di Milano a riprova dell'attività prestata. In quelle udienze c'era però, secondo l'accusa, senza titolo, la sorella.
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