L'ex assessore alle attività produttive accusa il consulente di Palazzo Marino di essere il vero responsabile della sua rimozione dall'incarico
Milano, 25 settembre 2008 - "Sono stata un'ingenua a sottovalutare un incontro avuto con Paolo Glisenti il 21 novembre 2007. Mi ha accolto nel suo ufficio con un plico di fogli. 'Tu parli a gogò su tutto', mi disse. In giallo aveva sottolineato quelle che riteneva fossero le mie sbavature rispetto alla linea di Letizia Moratti. Non pensavo che il consulente del sindaco fosse, in realtà, il suo controllore politico". Tiziana Maiolo, ex assessore alle attività produttive del Comune di Milano, rimossa alcuni giorni fa dal sindaco Moratti, accusa dalle pagine di Panorama il consulente di Palazzo Marino, Paolo Glisenti, di essere, in pratica, il vero responsabile della sua rimozione.
"Quale leader insiste tanto su un solo collaboratore?" si chiede Maiolo nel numero del settimanale in edicola domani. "Ho capito perchè -aggiunge- Glisenti è la sua roccia, la protegge come sotto una teca di cristallo e tiene per sè le scocciature. Lei ha fiducia totale in lui: ecco perchè lo vuole come plenipotenziario dell'Expo".
Nell'intervista a Panorama Tiziana Maiolo parla anche di ragioni politiche: "Il sindaco mi ha cacciato infischiandosene del fatto che sono un esponente di Forza Italia, prima eletta, con cinquemila preferenze, dopo Silvio Berlusconi. Colpendo me -conclude- Moratti ha manifestato il suo disprezzo verso il partito con cui forse ha qualche frizione sull'Expo".
Un ristorante a cielo aperto, con un menù da 'guinness dei primati'. I buongustai hanno potuto assaggiare 28 metri quadrati di carne, preparati da venti maestri macellai