Un ex magazziere, di 44 anni, è accusato di aver abusato di una badante fingendo di offrirle un lavoro. Gli investigatori sospettano si tratti di un violentatore seriale: al vaglio altri cinque casi. L'uomo offriva alle vittime un caffé 'corretto' che le stordiva
Milano, 19 settembre 2008 - Un 44enne residente a Milano è stato arrestato ieri per stupro ai danni di una cinquantenne ecaudoregna compiuto nel marzo scorso nel capolugo lombardo, ma è sospettato dalla polizia di essere l'autore di altre cinque violenze sessuale nei confronti di tre donne italiane e due straniere, tutte di età diverse, dopo averle "violentemente stordite" con un caffé "drogato" nella sua abitazione. Tra le sue vittime una panettiera italiana avvicinata fingendosi agente della polizia stradale, una prostituta convinta a seguirlo spacciandosi come maresciallo dei carabinieri e una Testimone di Geova che gli aveva suonato al campanello per fare opera di proselitismo.
Queste violenze sarebbero state consumate tra il 2000 e il 2003 nella precedente abitazione dell'uomo, a Solaro, Comune dell'hinterland Nord-Ovest di Milano. Ieri gli agenti della Quarta sezione della Squadra mobile della Questura di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 44enne accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una badante di cinquant'anni originaria dell'Ecuador, aggredita dopo essere stata "drogata" nell'abitazione di Milano dell'uomo il 15 marzo scorso. L'uomo, divorziato e senza figli, è stato bloccato nella casa della compagna a Cinisello Balsamo, Comune alle porte del capoluogo lombardo.
L'arrestato, ex magazziniere disoccupato da tempo, è pregiudicato per reati specifici e, a quanto è possibile apprendere al momento, sarebbe stato già condannato per violenza sessuale e rapina nei confronti di due prostitute straniere, fatto per il quale avrebbe scontato tre anni, dal 2003 al 2006, prima di essere scarcerato per effetto dell'indulto. La dinamica dell'episodio contestato è stata ricostruita questa mattina dal capo della Squadra Mobile Francesco Messina. Con il nome di Silvano, l'uomo aveva messo un'inserzione su un noto settimanale di annunci in cui spiegava di essere alla ricerca di una badante.
Un'amica della vittima ha risposto all'annuncio, ma nel frattempo ha trovato un altro lavoro, e ha quindi passato il recapito telefonico all'ecaudoregna. La donna ha contatto l'inserzionista e si è recata nella sua attuale abitazione di via Appennini, in zona Bonola a Milano, dove l'arrestato le avrebbe spiegato di essere affetto da una gravissima malattia e di aver bisogno di un aiuto per la casa. Quindi le ha offerto un caffé nel quale aveva sciolto una grande quantità di benzodiazepina, un potente ansiolitico e tranquillante (tipo il più conosciuto "Valium"), che nel giro di qualche minuto ha ridotto in stato di semincoscienza la donna. A questo punto il 44enne ha costretto la donna ad un rapporto completo (non protetto).
Qualche ora dopo, la badante è stata soccorsa da una volante della polizia mentre si trovava in stato confusionale nel mezzanino di una fermata della metropolitana. La donna, in forte stato di choc, non ricordava più nulla di quanto le fosse successo nelle ore precedenti. Solo dopo un lungo periodo di cure e di supporto psicologico, la 50enne è riuscita a ricostruire che cosa le fosse successo e nel luglio scorso ha presentato querela per violenza sessuale. Nel frattempo l'uomo, evidentemente non pago, aveva contattato l'amica della vittima che per prima aveva risposto al suo annuncio, chidendole se fosse ancora interessata al lavoro.
Dopo una lunga indagine gli agenti della Quarta sezione della Mobile sono riusciti a risalire all'uomo e nella casa di proprietà dei suoi genitori di via Appennini, dove il 44enne risiede e dove si è consumata la violenza, gli agenti hanno rinvenuto un paio di scatole di benzodiazepina e nel comodino della camera da letto due flaconi della stessa sostanza, però triturata e ridotta in polvere. Al momento dell'arresto l'uomo ha negato ogni addebito.
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