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IL CUORE DELLA CITTA'

Gli affitti salasso uccidono
La Galleria, il salotto della città

Philippe Daverio lancia un appello al sindaco Letizia Moratti: "L'ente pubblico non deve pensare solo ai soldi, servono idee" e sottolinea "La prima cosa da fare è salvare la libreria Bocca"

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Libreria Bocca, in galleria Vittorio Emanuele Milano, 10 settembre - Tutti la cercano, tutti la sfruttano. Un posto al sole è niente, di fronte a un posto in Galleria. Lo sanno anche i mendicanti e i venditori di ombrelli, per non dire dei negozianti, che qui incarnano la verità scientifica del pesce grande che mangia il piccolo: chi ha più soldi manda via l’altro. E in genere chi ha più soldi, meno ama questi stucchi e questa cupola. Ora, però, il Comune si accorge che dall’affitto dell’Ottagono gli vengono pochi spiccioli.

 

Philippe Daverio, pensiamo a un gesto d’affetto per la Galleria. "La prima cosa da fare è salvare la libreria Bocca. Io che sono vecchio, ricordo che a Milano c’erano molte grandi librerie. Ora non ci sono più. Il problema non è nel prendere pochi soldi, tanti soldi o non a sufficienza. Ci si chiede: che tipo di progetto il Comune intende applicare sullo sviluppo della Galleria?"

 

Non è forse riconoscibile? "Io penso che una volta ogni tot tempo, una traccia di dichiarazione politica tornerebbe utilissima alla città. Si può anche decidere che qui gli eventi siano quasi gratuiti, se però corrispondono all’idea che si vuole avere di Milano. Uno dà invece gli spazi al più ricco, e il più ricco caccia le librerie, e la Galleria diventa come tante altre cose. Una volta, in via Montenapoleone c’era anche la Galleria Daverio, e oggi c’è un enorme negozio di scarpe. Certo, più si vendono scarpe, più Iva si percepisce, ma io in quei vent’anni ho tracciato un pezzo della storia dell’arte moderna. Per la comunità è più utile tracciare la storia dell’arte moderna o vendere le scarpe? Questa è la domanda".

 

Una domanda per chi? "Per la signora Moratti, naturalmente. Messa sotto siero della verità, magari dandole da bere due Campari soda, le si chieda: ci dica, sindaco, lei ha una visione, s’immagina che cosa può succedere a Milano?".

 

Intanto, si pensa a un regolamento d’uso..."No, invece: voi della stampa fate una battaglia perché ci sia un progetto politico, perché dicano che cosa vogliono fare. La mancanza di un regolamento a Milano ha fatto sì che, ancora venticinque anni fa, ci fosse in piazza del Duomo la più bella farmacia liberty d’Italia, con una formidabile boiserie in palissandro. Era una farmacia comunale, il cui arredo è stato sostituito con gli scaffali in laminato plastico. Qui è la questione: che cosa vogliamo fare della città. Io penso che se Milano avesse ancora la farmacia col liberty sarebbe meglio che col laminato plastico".

 

Dagli errori si impara?  "Oggi abbiamo raggiunto una certezza: sappiamo che tra ciò che abbiamo e ciò che abbiamo buttato via, era meglio quel che abbiamo gettato via. Domani potrebbe succedere la stessa cosa con la libreria Bocca. Lo scopo dell’ente pubblico non è mica di raccogliere affitti. L’ente pubblico si chiama pubblico in quanto rappresenta gli interessi di noi contribuenti, e noi contribuenti abbiamo l’interesse di vivere in una città civile".

di Piero Lotito










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