The Special One non mostra punti deboli: "Emozionato? No. È solo una partita. Ma è la partita più importante della mia vita perché è la prossima... ". E sulla stagione chiarisce: "Il campionato è una maratona. La gara con la Samp non deciderà nulla, un pareggio non sarà un dramma"
Milano, 29 agosto 2008 - Mourinho rilancia. Ibrahimovic ha detto di esser pronto a giocare tre partite a settimana, nonostante il ginocchio, e il tecnico dell'Inter conferma, anzi di piu': "E' una questione mentale. Anche Chivu mi ha detto che la settimana prossima e' pronto... Rivas e' infortunato adesso perche' lo era anche prima della Roma, ma non c'erano alternative. Lui mi ha detto: 'Se c'e' bisogno io ci sono'. Ho bisogno, ho detto io. Ha giocato e abbiamo vinto. Ora deve guarire. Penso che Ibra possa giocare tutti i giorni, perche' vuole giocare. Vi faccio un esempio. Contro la Roma avevo avvertito i miei: ogni volta che Riise batte una rimessa laterale e' come se fosse un cross. Ho visto Ibra nell'area al 45' difendere di testa. Che posso dire: questa e' voglia. E questo siamo noi. Lui vuole giocare anche per la Svezia. Io rispetto il ct della Svezia, e lui rispetta me e per questo lo protegge nelle amichevoli. E cosi' io. Abbiamo bisogno di cooperare. Non abbiamo bisogno di parlare molto. Non ho mai detto ad un mio giocatore 'non puoi giocare in nazionale'.
"Emozionato? No. È solo una partita. Ma è la partita più importante della mia vita perchè è la prossima... ". Josè Mourinho si prepara all'esordio assoluto nel campionato italiano. L'Inter esordirà domani sul campo della Sampdoria. "Il campionato è una maratona. La gara di domani non deciderà nulla. Noi andiamo a Genova per vincere, per fare la nostra partita, ma se dovessimo per caso pareggiare non sarà un dramma", dice l'allenatore portoghese, cercando di ridimensionare la portata del match. "Il torneo è lungo", ribadisce Mourinho. La ricetta per conservare lo scudetto è chiara: "Bisogna vincere tante partite, pareggiarne qualcuna e perderne poche, pochissime".
Mourinho annuncia nove undicesimi della formazione: restano da definire solo gli esterni offensivi che in attacco affiancheranno Zlatan Ibrahimovic. Al di là dei nomi, il tecnico sa di avere a disposizione una squadra competitiva. "Sono felice della prestazione, e non solo del risultato finale, in Supercoppa", dice ripensando alla sfida vinta ai rigori contro la Roma. Domani servirà una prova convincente contro un avversario insidioso.
"Sappiamo che la Sampdoria è una squadra forte, che l'anno scorso è uscita sconfitta sul suo campo solo due volte e, in classifica, è arrivata appena dientro il Milan. L'augurio è che sia una bella partita, così come è stata quella di domenica scorsa: bravissima l'Inter, brava la Roma, bravo l'arbitro. Spero che si ripeta tutto anche domani sera con la Sampdoria".
La pretattica è ridotta ai minimi termini. "La formazione? Julio Cesar, Maicon, Cambiasso, Materazzi, Maxwell, Stankovic, Muntari, Zanetti, Ibrahimovic, più due... Va bene così".
Mario Balotelli dovrebbe trovare spazio. " "Per me Balotelli è un grandissimo giovane giocatore, deve lavorare, nei prossimi tre-quattro anni, per diventare un 'grandissimo-issimo' giocatore a livello mondiale", dice Mourinho. "Però ripeto: deve lavorare, imparare, giocare perchè farlo è il miglior modo per crescere velocemente ed avere un'evoluzione compatta. Ha qualità assolutamente spettacolari, sono contento di lui anche perchè so che vuole migliorare. È un giovane che non crede di essere il migliore del mondo: qualche volta nel calcio un ragazzo gioca bene quattro-cinque partite e magari i giornalisti lo fanno diventare il migliore del mondo. Ecco, Mario non pensa di esserlo, è umile e questo è positivo".
In difesa bisogna fare i conti con infortuni in serie: "Giocheranno Materazzi e Cambiasso e Cordoba andrà in panchina. C'è qualche problema, ma allo stesso tempo i giocatori sono bravi e hanno voglia di lavorare e fare di tutto per essere a disposizione. Il settore medico lavora molto e bene, e questo vale anche per i preparatori in modo da recuperare i giocatori di cui abbiamo bisogno. La prossima settimana, in vista di Inter-Catania, Chivu sarà a disposizione e forse avremo anche Burdisso".
Capitolo mercato: l'Inter non ha ancora rinunciato all'ipotesi di acquistare Ricardo Quaresma. Al Porto, nell'affare, potrebbe andare Pelè. 'In questo momento, Quaresma è un giocatore del Porto e Pelè lo è dell'Inter. Questa è la situazione: non convoco Pelè perché può succedere che oggi o domani possa accadere qualcosa e lui si trovi ad andare in Portogallo. Non convoco Pelè perchè non posso rischiarlo nella gara di domani quando lui potrebbe avere la possibilità di andare a giocare in un altro club lunedì. In questo momento non esistono accordi: Pelè oggi si è allenato con noi e Quaresma credo si sia allenato con il Porto".
A chi dice che all'Inter manchi un elemento di fantasia, il tecnico risponde: "Dipende dal concetto di fantasia, da quello che significa questa parola. Se per fantasia si intende un giocatore che, ad esempio, fa pallonetti o colpi di tacco, forse ci manca qualcuno. Ma questa per me non è fantasia: per me fantasia è giocare come abbiamo disputato i primi 45' minuti contro la Roma, con un pressing molto forte e un'ottima organizzazione difensiva, con un controllo totale della gara, con dinamica e velocità. Questa per me e fantasia, e nella nostra squadra abbiamo giocatori che hanno qualità fantastiche e che hanno la possibilità di far valere le proprie individualità nel nostro sistema di gioco".
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