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L'EROE OLIMPICO DI CINISELLO

"Ha battuto tutta la Cina". E in casa esplode la festa

Davanti alla tivù con mamma e papà Cammarelle. La signora Giovanna ricorda: "Non volevo che boxasse, Roberto ha sempre dovuto andare bene a scuola"

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Oro a Cammarelle, la commozione dei genitori Cinisello Balsamo, 25 agosto 2008 - Sbagliare è impossibile: via Dante numero 3, poi si seguono le urla e si arriva a casa Cammarelle. La porta è spalancata. Si inizia con una ventina di persone tra amici e vicini, si finisce che in salotto non ci si conta più. Il via vai continuo, così come gli squilli del telefono e del citofono. Mancano pochi minuti all'incontro.

 

Sul tavolo già spumante e pasticcini per festeggiare. "Da stamattina avrò fatto venti caffettiere grandi", dice mamma Giovanna al lavandino, un po' per ammazzare il tempo, un po' per ammazzare la tensione. Finisce il basket: come? Non interessa. Dallo schermo si vede il ring. E allora tutti sul divano, sulle sedie, in piedi, sullo sgabello. Inquadrano Roberto: applausi a non finire. Ad ogni cazzotto ben assestato è un tripudio di urla: "Menalo, menalo". E quando il vantaggio vola a 11-3: "E' finita, non lo prende più". Infine il ko.

 

Inizia la festa. "Abbiamo tolto alla Cina la soddisfazione di chiudere con l'oro", dice un amico. Si mangia, si ride, si resta incollati alla televisione. Tutta la casa intona l'inno di Mameli, con la mamma che bacia lo schermo e ripete: "Quanto sei bello".

 

"Ho sempre saputo che avrebbe vinto. E anche lui. Il segreto dei suo successo? La calma. Ereditata dal sottoscritto", rivela papà Angelo, 54 anni, autotrasportatore, che con la moglie aspetta di sentire il supermassimo stasera quando sbarcherà a Fiumicino. "Prima il bronzo, poi l'argento, toccava a lui conquistare l'oro. Mio marito ne era sicuro. Anch'io ma il cuore mi palpitava di più. Ha vinto contro tutta la Cina, commenta emozionata mamma Giovanna, 48 anni, casalinga, mentre ci porta nella camera che il Gigante divideva con il fratello Antonio. "Ora vive con la fidanzata ad Assisi ma quando torna sospira: 'Il mio letto'. Quante volte ha rotto la spalliera".

 

Il ricordo va ai tanti sacrifici per salire su quel gradino del podio. "Non volevo che boxasse - rivela Giovanna - mio marito invece era contento. Volevo che continuasse a studiare: è dovuto sempre andare bene a scuola. Dopo il diploma in ragioneria, mi ha detto 'Mamma, io però il ragioniere non lo faccio'. Pensare che era stato il fratello a iniziare col pugilato. Perché il cattivello in famiglia è lui, Roberto è un bonaccione. Ma Antonio ha subito smesso: ne prendeva troppe". Si parla di scuola ed ecco la telefonata della maestra elementare. "Era Antonella, la maestra delle Manzoni. Piangeva. Mi ha detto che Roberto è sempre stato un signore, a scuola e fuori". Ancora non si sa quando il Gigante tornerà in città. Prima sarà raggiunto dai genitori ad Assisi.

di Laura Lana










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