Il presidente della provincia Filippo Penati: "Ci rivedremo la prossima settimana".Gli fa eco, con poche secche parole, il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: "Vanno rivisti alcuni aspetti del funzionamento dell'intera questione. Letta ci chiamerà, probabilmente martedì"
Roma, 1 agosto 2008 - L'annuncio era arrivato in conferenza stampa da Silvio Berlusconi. Oggi, a Palazzo Chigi, insediamento del Comitato per l'expo di Milano. Ed era stato un annuncio, quello del premier, con toni decisamente ottimisti rispetto al futuro: evento "importante", "l'Italia che sarà in vista in tutto il mondo". Con tanto di cifre su stime di visitatori, fatturato e investimenti. Ma il comitato per l'esposizione universale del 2015 nel capoluogo lombardo si incaglia prima ancora di iniziare il suo viaggio.
Quasi un'ora e mezza di riunione a Palazzo Chigi, con il presidente del Consiglio, tanti ministri e tutti i rappresentanti degli enti locali interessati. Un'ora e mezza di riunione per concludere: bisogna rifare il dpcm, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che detta le regole per il funzionamento dell'evento, che assegna ruoli e compiti e funzioni. Norma da rifare, arriverderci alla prossima settimana.
A spiegarlo, nel dettaglio, all'uscita dalla sede del governo è il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati: "Ci rivedremo la prossima settimana, bisogna rifare il decreto". Gli fa eco, con poche secche parole, il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: "Vanno rivisti alcuni aspetti del funzionamento dell'intera questione. Letta ci chiamerà, probabilmente martedi' prossimo".
Folta rappresentanza governativa, alla riunione di oggi. Oltre al premier, a discutere di expo c'erano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri Claudio Scajola, Umberto Bossi, Ignazio La Russa, Roberto Maroni, Altero Matteoli, Franco Frattini, Mariastella Gelmini, Michela Brambilla. In pratica tutti i rappresentanti degli enti locali.
Spiega Penati: "Purtroppo sono stato profeta in patria. Si e' avverata la mia previsione. Abbiamo rinviato. Si stava montando un pasticcio, un mostro giuridico". Oggi, aggiunge il presidente della provincia di Milano annunciando la necessità di rifare il decreto, "c'è stato l'impegno del presidente Berlusconi ad avocare a sé la vicenda" e ad individuare "con chiarezza le responsabilità di chi fa cosa. Questo non è ancora chiaro".
Insiste Penati: "Dall'inizio della discussione di oggi si è visto che c'era un problema con il dpcm, il problema lo ha sollevato il ministero dell'Economia. Va rivisto l'impianto del provvedimento". Un passo falso, insomma. E pensare che in conferenza stampa Berlusconi aveva detto: "Si prevedono 30 milioni di visitatori, un incremento del fatturato del paese del 10 per cento, 50 miliardi in più che arriveranno alle nostre aziende e alla nostra economia". E, in più, "c'è un interesse straordinario del Quatar e degli Emirati arabi, con investimenti possibili di 15-20 miliardi".
Con questo riconoscimento, consegnato dall'assessore comunale Massimiliano Orsatti, il celebre organista e clavicembalista olandese è da oggi milanese d'adozione