Il presidente della 'Fondazione Exodus Onlus': "Rispetto alle grandi città d'Europa mi domando se dobbiamo avere uno sfoggio di forze dell'ordine in questo modo"
Milano, 29 luglio 2008 - "All'interno di altri provvedimenti quadro si può anche pensare che per un momento particolare, in un luogo particolare, ci possa essere bisogno dell'esercito, come per esempio a Napoli durante il periodo dell'emergenza, ma io mi domando a che cosa serva in una città come Milano, dove prefetto e forze dell'ordine già funzionano bene. Lo stesso ministro, che è milanese, non dovrebbe varare, come invece ha fatto, simili provvedimenti". Così Don Mazzi, presidente della 'Fondazione Exodus Onlus', commenta all'Adnkronos la decisione del governo sulla presenza dell'Esercito nelle città italiane.
"Si tratta di provvedimenti assolutamente inutili - aggiunge - Ci sono più forze dell'ordine in Italia che in tutte le nazioni d'Europa: bisognerebbe piuttosto organizzarle bene e soprattutto essere meno repressivi e più preventivi. Rispetto alle grandi città d'Europa mi domando se dobbiamo avere uno sfoggio di forze dell'ordine in questo modo. Provvedimenti come questo sono utili a chi comanda e a quella parte del popolo italiano che è ignorante".
"Non ritengo opportuno creare un'emergenza e un allarme di questo tipo - conclude - Questo provvedimento può essere scambiato per sicurezza per chi non capisce niente di sicurezza ma per chi se ne intende questo non porta a nessun giovamento, anzi porta a un disagio politico terribile"
Uno striscione con le foto di Giuliano Paganini, Jolanda Occhipinti e Abderahman Yusuf Arale (John), i tre cooperanti sequestrati in Somalia il 21 maggio scorso, è stato esposto sulla facciata di Palazzo Marino dal Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, che ha rinnovato l'appello di Milano: "Liberateli"