Il Cavaliere ha avvallato il testo riguardante la governance del grande evento. Ma resta il giallo sui contenuti. Silenzio di Moratti, Formigoni e Penati
Milano, 24 luglio 2008 - Il tormentone è finito: il premier Silvio Berlusconi ieri ha firmato il decreto sulla governance, cioè sulla catena di comando dell’Expo 2015. Il giallo però resta: i contenuti del decreto, infatti, in serata rimanevano ancora avvolti nel mistero. E così né il sindaco Letizia Moratti, né il governatore lombardo Roberto Formigoni né il presidente della Provincia Filippo Penati hanno voluto rilasciare commenti. Attendono di leggere oggi, riga per riga, il decreto del presidente del Consiglio prima di esultare o protestare. Riga per riga, sì. Perché il testo firmato dal Cavaliere potrebbe contenere una soluzione di mediazione soprattutto per i due principali contendenti del ponte di comando dell’organigramma Expo: la Moratti e Formigoni.
Qualche punto fermo c’è già e risale al decreto legge pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 25 giugno: in esso il sindaco Moratti è stato nominato commissario straordinario all’Expo 2015, mentre al governatore Formigoni è stata affidata la guida del tavolo per le infrastrutture, guida che però attende conferma nel decreto firmato ieri da Berlusconi.
I budget sono stati fissati: per l’organizzazione e la realizzazione del sito Expo, 4,1 miliardi di euro; per le infrastrutture lombarde di collegamento, dieci miliardi di euro. I nodi da sciogliere, o meglio, che il premier ha appena sciolto, riguardano i due principali organismi di gestione dell’Esposizione universale del 2015: nelle bozze di decreto circolate nelle ultime settimane si parlava del Cipem (il Comitato di indirizzo e programmazione) e della Soge (la società di gestione). Del Cipem dovrebbero far parte sette rappresentanti del Governo (presidenza del Consiglio, quattro ministri e due sottosegretari), più Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Fiera.
Il punto più critico, però, riguarda la Soge: è su di essa che la Moratti e Formigoni hanno duellato fino all’ultimo minuto. Il sindaco-commissario spingeva perché la Soge avesse un amministrare unico, individuato nel braccio destro morattiano Paolo Glisenti. Una formula, quella dell’amministratore unico, che pareva essere scomparsa dall’ultima bozza del decreto. Il governatore, invece, ha ripetuto più volte a Berlusconi che per la Soge è indispensabile un consiglio di amministrazione, in modo che tutti gli enti locali possano guidare e controllare la gestione Expo. In alternativa, Formigoni proponeva che il Cipem svolgesse di fatto le funzioni di cda della Soge. L’obiettivo della Regione? Scongiurare una gestione Moratti-centrica dell’Expo.
Chi ha fatto vincere, Berlusconi? La Moratti o Formigoni? Oppure il premier ha cercato di accontentare tutti e due con un decreto di mediazione? Domande che attendono ancora una risposta, che potrà essere data solo dopo un’attenta lettura del decreto del presidente del Consiglio. Decreto che aveva come scadenza massima per la firma il 25 luglio, cioè domani: un mese di tempo fissato nel decreto dello scorso 25 giugno.
Il Cavaliere, dunque, i tempi, seppur in extremis, li ha rispettati, dopo che la Moratti, una settimana fa dall’Expo 2008 di Saragozza, l’ha incalzato ("il tempo per il decreto Expo 2015 è scaduto"). Il tormentone ora è finito. Quanto al gioco di squadra tra istituzioni, solo la lettura del decreto potrà dire l’ultima parola.
di Massimiliano Mingoia
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