Al bando di gara, per individuare la società-sponsor per il restauro, nessuno si è fatto avanti. Cadeo: "Tre mesi di attesa, o il Comune pagherà l’opera"
Milano, 23 luglio 2008 - Slittano i lavori di restauro in Galleria Vittorio Emanuele. Atteso dal lontano 1966, il rifacimento della pavimentazione ormai in condizioni pietose nel Salotto di Milano e sotto i portici settentrionali e meridionali di Piazza Duomo dovrà attendere almeno altri tre mesi, nonostante il Comune avesse già annunciato la partenza del cantiere tra luglio e agosto. Alla scadenza di lunedì, infatti, il bando di gara che avrebbe dovuto individuare la società-sponsor per il restauro conservativo della Galleria è andato deserto. Nessuno si è fatto avanti.
Nessun privato è ancora pronto a sborsare il milione e mezzo di euro indispensabile per riqualificare la pavimentazione in cambio di maxi-pubblicità posizionate persino sulla facciata della Galleria. Nemmeno la multinazionale tedesca Stroer Group International, la cui affiliata Blow Up Project ha già curato il restauro della Porta di Brandeburgo a Berlino, si è presentata al bando comunale, pur essendosi dichiarata più che interessata, nei mesi scorsi, a prendersi in carico i lavori in Galleria.
Non si abbatte, comunque, l’assessore comunale all’Arredo urbano Maurizio Cadeo: "È vero, la gara per la Galleria è andata deserta, i lavori sono rinviati, ma non tutto è perduto". Sulla scrivania dell’assessore, infatti, c’è una lettera di ieri proprio della Blow Up Project, nella quale il direttore Werner Döker afferma che l’interesse della società tedesca per il restauro della Galleria non è tramontato. Per problemi tecnico- burocratici, però, Döker chiede più tempo a Cadeo: "La preghiamo di valutare una proroga della scadenza del bando fino alla data del 31 ottobre". In pratica, tre mesi e 10 giorni in più rispetto all’ultima scadenza del 21 luglio.
L’assessore è orientato a dare un’ultima possibilità allo sponsor: "Apriremo un nuovo bando". Il nuovo termine appare scontato: 31 ottobre 2008. Cadeo, insomma, punta ancora sullo sponsor privato, pur di far risparmiare soldi alle casse di Palazzo Marino. Ma inizia a riflettere anche su altre soluzioni. "Se entro tre mesi non ci sarà uno sponsor, sarà l’amministrazione comunale a sborsare il milione e mezzo di euro per il restauro della Galleria, uno dei luoghi di maggior prestigio della nostra città. Chiederò io stesso che il restauro venga inserito nel Piano delle opere".
ll restyling non può più attendere. La pavimentazione del Salotto di Milano non è più degna da tempo di una città che ospiterà un’Expo nel 2015. Il sindaco Letizia Moratti e Cadeo lo sanno benissimo. Anche perché, a ricordarglielo, negli ultimi anni ci sono state polemiche a raffica. Ma più che le parole, basta fare un salto in Galleria per rendersi conto dello stato di degrado in cui è ridotta la pavimentazione. Buchi. Tasselli staccati. Marmi sporchi. Urgono interventi per riportare a nuova vita la Galleria disegnata dall’architetto Giuseppe Mengoni e realizzata dal 1865 al 1878. Tra rinvii e polemiche, una consolazione c’è: l’accordo tra Comune e commercianti.
Per non creare troppi disagi ai ristoratori e ai negozianti della Galleria, l’amministrazione ha già progettato di portare avanti le opere in Galleria in 14-18 fasi e in parte di notte, in modo da garantire l’apertura degli esercizi commerciali. Non solo. A delimitare il cantiere non ci saranno le anti-estetiche cesate, ma recinzione in vetro: un modo per consentire ai cittadini di osservare l’avanzamento dei lavori. Tutte misure che però restano ancora sulla carta. Mancano ancora i soldi, anzi i danee — come forse avrebbe detto il Mengoni — per riportare il Salotto agli antichi splendori.
di Massimiliano Mingoia
E' questo il titolo dell'opera che Alessandro Acerra ha creato per 'Freiheit", la mostra della Famiglia Margini, visibile in via Sciesa 9