La mancanza di posti auto e le proteste dei residenti sono un problema per i gestori dei locali che lanciano un grido d'allarme
Milano, 18 luglio 2008 - Ogni sera, sulle sponde dei due Navigli (Grande e Pavese) trascorre la calda movida estiva. Ma l’annus horribilis per le tasche degli italiani non ha risparmiato la clientela dei tanti locali disseminati nella zona. Anche i cantieri sono un problema, soprattutto quello del parcheggio della Darsena, bloccato da più di due anni per il ritrovamento di reperti archeologici e le proteste dei residenti. I posti auto così latitano. Cosa che ha spinto molti navigliofili a preferire altre mete della movida milanese: Sempione, Porta Venezia e Brera-Garibaldi-Como.
Una barca, sorella di quelle che da qualche mese fanno la spola con Gaggiano, transita tra i canali diffondendo musica. È una delle tante iniziative promosse per l’'Estate sui Navigli 2008' dall’associazione Navigli Domani (formata dai gestori dei locali) e dall’associazione culturale Naviglio Pavese, per una spesa di circa 240 mila euro. Lo scopo è attirare di nuovo milanesi e turisti nelle vie che partono da piazza XXIV Maggio.
Un brusio indistinto è il tappeto sonoro di questa zona. Molti negozi sono aperti fino a tardi. "Passa meno gente che nel 2007", si rammarica Marco Ghiacci, titolare del locale 'Màs'. Anche per quest’anno è stata creata un’isola pedonale. Bar e ristoranti devono rispettare alcune regole: ripulire ogni sera la strada attorno al loro locale prima del passaggio dei mezzi dell’Amsa, attrezzare i dehors in modo uniforme, secondo il 'Piano sistema arredi' concordato con il Comune, e far partire quello che l’assessore Maiolo chiama "servizio cortesia". Sono previsti steward per i fine settimana.
Sugli arredi, non tutti sono riusciti a provvedere in tempo: molti stanno aspettando il ricambio in questi giorni. "Una buona idea - ammette Ghiacci -, anche se è un periodo di magra e sono spese ulteriori. Ci hanno chiesto di eliminare i materiali pubblicitari e di cambiar le coperture. L’anno prossimo toccherà ai tavolini e alle sedie". Chi aveva ancora mobilia vecchia, ha approfittato dell’ordinanza. "La decisione di cambiare e uniformare gli arredi è stata presa perché alcuni erano poco decorosi - spiega la titolare del locale 'Al Coccio''. L’Alzaia Naviglio Pavese comincia a svuotarsi già dopo la mezzanotte, cosa strana per una via frequentatissima di solito da studenti fuori sede. Tassativi anche gli orari: chiusura alle 2 (in agosto, sperimentalmente alle 3); divieto di vendere birra in bottiglia dopo le 21.
I divanetti zebrati sono il simbolo dello 'Slice cafè', uno dei locali più vivi anche a tarda ora, ma dovranno essere sostituiti. "Ci adegueremo - sostiene il gestore -. No problem, se la linea è quella di avere uno stesso tipo di arredi. Ma si possono fare altre cose per valorizzare la zona: rendere permanente l’isola pedonale, per esempio. Ogni locale si farebbe il suo spazio. E allungare gli orari a luglio e agosto. Comunque, qua si fanno cose da 'zingari'. Il blocco del parcheggio ci toglie clienti. Gli abitanti sanno solo fare petizioni". Verso le 2 i locali si apprestano a chiudere, nessuno sgarra. Qualche bevitore girovaga ancora, ma sono in pochi. In genere si trovano in qualche gyreria, kebbaberia o chioschetto. A poco a poco fanno la loro comparsa spacciatori dal continente nero.
di Luca Salvi
E' questo il titolo dell'opera che Alessandro Acerra ha creato per 'Freiheit", la mostra della Famiglia Margini, visibile in via Sciesa 9