Il quartiere si rinnova in vista della manifestazione con una nuova viabilità e parchi. Ma rimane il problema dello spaccio di droga
Milano, 16 luglio 2008 - Alla bovisasca incrociano le dita: l’Expo del 2015 porterà in dote nuove strade, verde e piste ciclabili nella tratta Eritrea - Bovisasca - Cascina dei Prati - Porretta - Chiasserini.
Un’occasione storica per connettere Quarto Oggiaro, Bovisa e Bovisasca, quartieri adiacenti ma separati dalle barriere ferroviarie. I lavori, progettati da Comune e Metropolitana Milanese, hanno preso il via nel 2007 tra via Eritrea e via Castellammare, e nel 2009 la Bovisasca avrà un nuovo cavalcavia con il parco Cascina dei Prati rimesso a nuovo. Una zona in trasformazione, quindi, che oggi fa i conti con un tessuto abitativo eterogeneo, in cui si alternano vecchie case popolari a villette e palazzi nuovi. Nel quartiere sono presenti un centro sportivo, la biblioteca, l’anagrafe, aree verdi attrezzate e il centro parrocchiale San Filippo Neri, punto di riferimento per i giovani.
Ta via Assietta e via Marrazza ci sono un supermercato e una farmacia, ma il vicino centro commerciale Metropoli, tra Quarto Oggiaro e Novate Milanese, è la meta preferita per la spesa e gli affari convenienti. La Bovisasca è collegata al centro dai bus 41 (Maciachini) e 82 (Stazione Centrale).
Tra le vie Cerkovo, Marazza, Cheren e Cascina dei Prati spuntano palazzine rosse e torri imponenti che stridono con la realtà attorno. "Abito qui dal 1984 - racconta Vincenzo Alosi, 47 anni, carabiniere -. In via Cascina dei Prati sorge un quadrilatero di palazzi, un edificio di 9 piani e case basse di 3 piani dove si sono sistemati gli sfollati delle "case minime" di Quarto Oggiaro. Lì si sono insediate pure le famiglie di poliziotti e carabinieri, a stretto contatto con chi viveva in condizioni difficili". Una situazione imbarazzante, con i figli di poliziotti e detenuti che si integravano e i genitori diffidenti per quelle frequentazioni.
Nel 2000 un bar di via Bovisasca, all’angolo con via Mozzoni, è stato chiuso perchè ritrovo di clandestini che spacciavano. «Il parroco - aggiunge Alosi - offrì degli alloggi agli stranieri, poi la situazione precipitò perché alcuni ospitavano clandestini e il nuovo prete di San Filippo Neri li cacciò». Oggi alla Bovisasca ci sono più italiani che stranieri. Gli zingari che si erano insediati tra via Porretta e Chiasserini, ai lati della ferrovia, sono andati via, ma resta il problema dello spaccio. "Non c’è vita nel quartiere - dice Arcangelo Adriani, 21 anni, studente -. I parchi non sono presidiati, gira droga e alcuni bulli spesso si ritrovano davanti al centro commerciale Metropoli per rubare". Ottavio Targato, 69 anni, pensionato, evidenzia i lati positivi del quartiere: "Negli ultimi anni sono state costruite molte villette. Abbiamo il centro commerciale, la farmacia, l’anagrafe e i mezzi pubblici. Poi c’è tanto verde, alla Bovisasca si viveva peggio prima. Forse manca un centro di aggregazione".
Ma alla Bovisasca, in via Assietta, c’è anche un centro sportivo all’avanguardia: la scuola calcio della società Novaffori che sforna talenti in sinergia con l’Atalanta. "La polisportiva dell’oratorio è l’anima del quartiere - aggiunge Arianna Alosi, 20 anni - I bambini giocano con le suore e c’è un vasto movimento di ragazze che praticano sport. Se non ci fosse la parrocchia, non sapremmo dove andare".
di Gerardo Fiorillo
E' questo il titolo dell'opera che Alessandro Acerra ha creato per 'Freiheit", la mostra della Famiglia Margini, visibile in via Sciesa 9