Un concerto attessissimo, accompagnato da tuoni e fulmini in una perfetta atmosfera islandese. Grazie all' inconfondibile voce del cantante Jon Birgisson, la band ha offerto uno spettacolo carico di suggestioni
Milano 14 luglio 2008 - Vento, pioggia e lampi hanno accompagnato ieri sera l'esibizione dei Sigur Ros, nella terza e ultima tappa del minitour italiano.
Dopo il tutto esaurito di Firenze e Roma venerdi' e sabato scorso il quartetto di Rejkyavik ha presentato a un pubblico riparato sotto impermeabili e ombrelli colorati i brani tratti dal nuovo album 'Med Sud i ejrum vid spilum endalaust' (Con un ronzio negli orecchi suoniamo all'infinito). Le condizioni meteo in peggioramento hanno costretto gli organizzatori ad anticipare di una decina di minuti per motivi di sicurezza l'inizio del concerto previsto per le 21.30. La serata tempestosa ha pero' reso ancora piu' evocativa la musica del gruppo che ha portato sul palco un quartetto d'archi e degli ottoni.
Con melodie trasognanti ed eteree e grazie all' inconfondibile voce del cantante Jon Birgisson, i Sigur Ros hanno offerto uno spettacolo carico di atmosfera ed emozione, affiancato ad un''esecuzione impeccabile dei brani vecchi e nuovi cantati rigorosamente in islandese. A riscaldare un pubblico infreddolito dalle temperature non propriamente estive, ha contribuito anche una scenografia essenziale, composta da sette grandi sfere sospese dietro i musicisti che si illuminavano come dei soli. I Sigur Ros non si esibivano in Italia da due anni, cioe' dalla tournee di 'Takk', loro quarto album che li ha resi celebri al grande pubblico. Il nuovo disco uscito lo scorso 20 giugno e' stato preceduto da una serie di concerti gratuiti in Islanda culminati nel film-documentario 'Heima'.
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