Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
ALLARME DEL SINDACATO INQUILINI

Caro-affitti, sfrattate 1.300 famiglie

Nell’occhio del ciclone la questione della casa e il dramma degli sfratti. Sono le città del nord quelle più colpite e Milano è al secondo posto nella classifica

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Un sgombero Milano, 10 liglio 2008 - Un’emergenza nell’emergenza. Nell’occhio del ciclone la questione della casa e il dramma degli sfratti. Sono le città del nord quelle più colpite e Milano, con 2062 sentenze emesse lo scorso anno, si piazza al secondo posto della classifica. Dopo Roma ma prima di Brescia che ne conta 1128, circa la metà, prima di Pavia (714), di Varese (673) e Cremona (336).

 

Ogni anno sono circa 35mila le famiglie del nostro Paese che perdono l’abitazione perché non riescono a pagare l’affitto. Negli ultimi cinque anni, in Italia, sono state addirittura 160mila le famiglie sfrattate per morosità. Un’inversione di tendenza cominciata già nel 1997, anno in cui gli sfratti per morosità hanno superato quelli per finita locazione, quindi dovuti ad un contratto di affitto scaduto e non più rinnovato. Un’inversione, quella di allora, che ha generato con gli anni una situazione a dir poco disastrosa. La popolazione si è impoverita: tasche sempre più vuote, pensionati che fanno la fame, famiglie che, spesso a stento, arrivano alla fine del mese. Famiglie, alle strette, davanti ad un bivio: mangiare o pagare l’affitto. E se è vero che le iniziative della "quarta settimana" aiutano, purtroppo, è anche vero che non bastano per fare fronte alla rata di fine mese.

 

Colpa dell’euro. Colpa dell’inflazione, colpa dei prezzi troppo alti e di una politica dell’alloggio che non riesce a soddisfare le esigenze di tutti. E, specialmente, le necessità di chi ha più bisogno. Sotto accusa anche la rideterminazione dei canoni degli alloggi Erp che fissa un reddito Isee, per l’assegnazione degli alloggi Aler, che non deve superare i 28mila euro. Ammontano così a diecimila le famiglie che rischiano, entro due anni, di perdere la casa pur non raggiungendo un reddito che gli permetta di accedere ai prezzi di mercato. Come a dire oltre il danno anche la beffa. Tagliato fuori dagli appartamenti a canone convenzionato e fuori da quelli a canone privato, che hanno prezzi inarrivabili.

 

Nel 2003, a Milano, su 2394 sentenze di sfratti 1248 sono stati per morosità. L’anno successivo il rapporto era di 3100 a 1312. Nel 2006 su 2123 sfratti sono stati 1236 i morosi che hanno perso la casa. Si assottiglia il confine tra poveri e ceto medio. Un ceto medio che riesce a risparmiare sempre meno, che comincia a saltare le vacanze, che rinuncia al superfluo. Basti pensare che all’ultimo bando le domande per una casa a canone sociale, a Milano, sono state sedicimila. Le più sfrattate sono le famiglie monoreddito composte da quattro persone con minori a carico, seguite da famiglie con lavoratori a tempo determinato e da famiglie di anziani sopra i settant’anni. La soluzione? «Pensare ad una nuova politica della casa - commenta Stefano Chiappelli del Sunia - che preveda risorse pubbliche e private, interventi di riduzione fiscale per agevolare la costruzione di case ad affitti calmierati che salvaguardino il mix sociale".

di Sabrina Perez










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Milano, saldi

Saldi, domenica vincente

Marciapiedi affollati, negozi presi d'assalto e un'ora di attesa per pagare alle casse LEGGI LA NOTIZIA