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A CACCIA DI AFFARI

Saldi, domenica vincente
In centro città arriva
il turismo dello shopping

Marciapiedi affollati, negozi presi d'assalto e un'ora di attesa per pagarte alle casse

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Shopping Milano, 7 luglio 2008- Tutti tirano un sospiro di sollievo. Nessuno l’avrebbe mai detto, viste le temperature e il luglio afoso, eppure il primo week end di saldi milanese è stato fra i più affollati degli ultimi anni. In corso Buenos Aires si fatica a camminare, in via Torino sembra di essere alla Mecca e si rischia il calo di pressione. Il quadrilatero della moda, come sempre, non soffre.

E non è tutto fumo. Lo conferma Simonpaolo Buongiardino, amministratore dell’Unione del Commercio. "In effetti, al di là dei nostri tradizionali monitoraggi, sono stato un po’ in giro a curiosare e ho visto non solo molta gente in giro, ma moltissima con i sacchetti pieni di roba in mano. Non solo passeggio quindi, ma anche acquisti". Già i dati sugli acquisti erano in netto miglioramento rispetto all’anno scorso, anche se con vari distinguo tra centro e periferia. "In effetti — continua Buongiardino — l’eccellenza della moda premia soprattutto il centro, la periferia ha qualche problema di più. Ma tutta la gente che era in giro ieri, in una giornata come la domenica che non è normalmente significativa, ci fa pensare che il trend positivo di sabato sia confermabile".
Ieri la folla oceanica che ha riempito il centro in cerca di occasioni era un po’ stressata ma felice. Si risparmiano fino a 50 euro su un capo, ma in compenso se ne comprano molti. Insomma, forse è più illusoria che reale, la formula del saldo, ma funziona.

Funziona soprattutto la formula del turismo, in particolare turismo d’affari e fieristico. La cui logica conseguenza è il turismo dello shopping che in questo week end ha fatto rabbrividire di gioia, nonostante le alte temperature, gli show room del quadrilatero. Insomma, conferma Buongiardino, "nel complesso il sistema commerciale milanese tiene, in particolare quello della moda".

E il fashion lombardo è pieno di risorse. Come testimonia il progetto 'Italian legwear fashion in Shangai': ossia una ventina di imprese lombarde e mantovane in particolare, che saranno direttamente coinvolte nell’internazionalizzazione del distretto lombardo della calza in Cina. Calze da donna, collant e intimo di pregio sembra piacciano particolarmente al paese che ospiterà fra poco le Olimpiadi. La clientela potenziale è di quasi cento milioni di cinesi abbienti.

Chi ha comprato invece in questo sabato e domenica metropolitano non è certo una clientela ricca. A parte i turisti di Montenapo e dintorni, entusiasti di mettere le mani su abiti comunque da migliaia di euro, anche in saldo, chi ha affollato le vie del commercio ha comprato a prezzi bassissimi. E aspettava da mesi.

Le Associazioni consumatori comunque smentiscono l’ottimismo degli operatori. E insistono: cambiare la legge, saldi liberi tutto l’anno. Ma così, dove finirebbe il fascino dell’attesa, l’assalto all’arma bianca in determinati negozi, e solo in quelli, che sono i più gettonati o dalle signore o dai giovanissimi?
Si saldi chi può, finché l’inflazione non avrà sterminato tutto il nostro potere di acquisto. 

di Rossella Minotti










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