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CINISELLO BALSAMO

Banda di rom terrorizza una coppietta

Uno dei malviventi ha afferrato la giovane per le gambe e l’ha trascinata fuori dall’auto. Tanta violenza gratuita, soltanto per farsi consegnare il portafogli del ragazzo, la borsetta della fidanzata, un anello d’oro e due telefonini

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Via Brodolini Milano, 4 luglio 2008 - Due rapine in un solo pomeriggio. Due episodi di una violenza inaudita e gratuita che, pur diversi tra loro, si assomigliano troppo. Due azioni criminali che hanno più il sapore di un vero assalto piuttosto che di una rapina, e che fanno temere l’approdo a Cinisello Balsamo di una nuova banda di malviventi senza scrupoli pronti a tutto. Ad avere la peggio in questo mercoledì nero, è stata una coppietta di cinisellese. Trent'anni lei, due di più il fidanzato. L’altra sera, poco dopo le 10 si erano appartati in un angolo di via Brodolini, tra i capannoni del cuore industriale di Cinisello Balsamo, per concedersi qualche momento di intimità lontano da occhi indiscreti.

 

La zona era deserta, ma non per la banda di malviventi. Tre individui giovanissimi, tutti stranieri con un chiaro accento romeno. Stranieri che, secondo le vittime avevano lineamenti e abbigliamento chiaramente riferibili alle etnie rom. I tre hanno affiancato la vettura in sosta ed hanno invitato il giovane occupante a scendere, con la scusa di chiedere l’indicazione di una strada.

 

Le risposte non hanno tardato ad arrivare, ma presto le domande si sono fatte più insistenti e provocatorie, fino a scoprire le vere intenzioni della banda. Improvvisamente il ragazzo è stato colpito al volto. Due pugni ben assestati. Dolorante e in evidente stato confusionale, la vittima ha però trovato il coraggio di chiedere aiuto, tentando di proteggere la ragazza che si trovava ancora nell’auto. "Chiudi le portiere", le ha urlato. Ma è stato tutto inutile: gli altri due componenti della banda sono arrivati a dare manforte. Uno di loro ha afferrato la giovane per le gambe e l’ha trascinata fuori dall’auto, tra le grida di quest’ultima che ha, invano, cercato di richiamare l’attenzione di qualcuno. La situazione ha rischiato di precipitare addirittura in una violenza carnale.
La donna è stata infatti trascinata in terra da uno degli energumeni che pareva non avere nessuno scrupolo. A salvarla, sarebbe stata proprio la reazione forte e determinata della ragazza che ha più volte morso il suo aggressore, gridando in cerca di aiuto.

 

L'uomo a quel punto l’ha abbandonata, non prima di averla colpita con due pugni al volto e agli occhi, che le hanno fatto perdere i sensi. Una vera mattanza. Tanta violenza gratuita, soltanto per farsi consegnare il portafogli del ragazzo, la borsetta della fidanzata, un anello d’oro, e due telefonini. Prima di fuggire, i tre hanno afferrato nuovamente il ragazzo per il collo e gli hanno intimato di non chiamare i soccorsi. E per garantirsi che i due non avrebbero chiesto aiuto, hanno anche portato via le chiavi della vettura dei giovani, lasciando li di fatto senza alcun riferimento. Quindi sono fuggiti a bordo di un’auto di colore scuro.
Per fortuna, ai rapinatori è sfuggita la presenza di un terzo telefonino, che il ragazzo aveva nascosto in un cassettino della machina. Da lì ha potuto chiamare la polizia e un’ambulanza. La ragazza è stata trasportata all’ospedale Bassini con ferite superficiali su tutto il corpo e un occhio completamente tumefatto per i colpi ricevuti. Anche il fidanzato è stato soccorso e curato al pronto soccorso dove, con maggior calma, ha potuto ricostruire la terribile disavventura.

 

Gli agenti di polizia del commissariato di Cinisello hanno immediatamente costituito una squadra di investigazione che si sta dedicando a tempo pieno alla raccolta di tutti gli elementi che possono essere utili all’identificazione dei componenti della banda. Si stanno effettuando confronti con tutti i casi simili accaduti nel milanese nelle ultime settimane. Non si esclude che i tre possano essere gli autori anche della cruenta rapina che si è consumata nel pomeriggio a Cinisello. Così come non si esclude che possano essere realmente dei rom. Di certo si sa che parlavano bene la lingua italiana, pur lasciando trasparire una chiara cadenza riferibile alla lingua romena. E che i loro lineamenti duri e la carnagione olivastra, spingerebbero a pensare all’effettiva appartenenza a qualche carovana di zingari. Ma le indagini non escludono nessuna ipotesi.
 

di Rosario Palazzolo










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