La vittima si è rivolta al Codacons, il quale ha deciso di "chiedere i danni per l'attesa, assurda ed inaccettabile, al Servizio Sanitario Nazionale"
Milano, 3 luglio 2008 - "Un'anziana signora di Milano, andata dal medico di base per rinnovare una ricetta, ha dovuto attendere 3 ore e mezza per avere l'agognato pezzetto di carta. Un'attesa assurda ed inaccettabile per chiunque, resa ancora più insopportabile per l'età ed il caldo".
La signora, 'indignata', si è rivolta al Codacons che ha deciso di "chiedere i danni, per quest'attesa snervante, al Servizio Sanitario Nazionale. Una causa pilota in attesa di preparare una class action che metta insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il proprio turno".
Il Codacons, spiega in una nota, ha deciso di "presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di Milano perché accerti se esistono profili penalmente rilevanti quali ad esempio l'interruzione di pubblico servizio.
La realtà è che i medici di famiglia lavorano troppo poco, ancor di meno in estate, hanno orari di ricevimento troppo limitati, finendo per far concentrare tutti i pazienti in pochi ristretti momenti della giornata e creando così inevitabili code, ed, infine, hanno troppi assistiti. Intollerabile, infine, che le segreterie telefoniche siano attaccate alle 10 del mattino, costringendo i malati a rivolgersi a guardie mediche o Pronto Soccorso. Per questo il Codacons chiede alla Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) e alla Regione Lombardia (che in sede di contrattazione regionale può introdurre modifiche) di stabilire nuove regole per i medici di base.
L'accordo collettivo nazionale che disciplina l'attività dei medici di medicina generale è ormai scaduto e va rivisto completamente".
L'accordo nazionale in vigore, spiega ancora l'associazione a tutela dei consumatori, "prevede un orario di 5 ore settimanali fino a 500 assistiti, 10 ore da 500 a 1000 assistiti e 15 ore da 1000 a 1500 assistiti. In pratica al massimo devono restare aperti per 3 ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Orari già troppo ridotti ma che in molti casi i medici non applicano neppure, restando aperti anche meno di quel poco che già dovrebbero. Inoltre i medici dovrebbero essere aperti per almeno due fasce pomeridiane o mattutine alla settimana, ossia alternare pomeriggi a mattine, ma di solito l'orario è fisso per tutta la settimana. Le Asl non vigilano a sufficienza sull'applicazione di questo articolo del contratto come invece dovrebbero. Anche sulla mancata applicazione del contratto e sulla mancata vigilanza delle Asl, il Codacons chiede alla Procura di indagare".
I supporter del Liga potranno contare sui mezzi di trasporto per tornare dai concerti del loro idolo, che si terranno a San Siro il 4 e il 5 luglio, grazie ad un accordo raggiunto fra Atm e gli organizzatori che verseranno 23 mila euro