Il chirurgo della Santa Rita non chiede scusa e non ammette colpe, anzi si difende dalle accuse dicendo: "Rifarei tutti gli interventi, uno per uno. Perchè andavano fatti nell'interesse supremo del paziente"
Milano, 16 giugno 2008 - Il chirurgo della 'clinica degli orrori' non chiede scusa e non ammette colpe, anzi si difende così in un'intervista ad un quotidiano dicendo: "Ho salvato molte vite umane, non sono un mostro".
Così Pier Paolo Brega Massone, parlando per la prima volta dal carcere di San Vittore, attraverso i suoi legali Giuseppe Cannella e Ugo Lecis. "Ho alleviato -dice- le sofferenze di tante persone. Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che sono un mostro e mi hanno rinchiuso in questo carcere. Non è giusto".
Brega prosegue: "Li rifarei tutti, uno per uno. Perchè andavano fatti nell'interesse supremo del paziente e non, come dice chi mi accusa, del bilancio della Santa Rita". "Ho tanta voglia di lottare -aggiunge- e di provare quello che dico, ma non so se ne valga ancora la pena visto che già sono stato condannato sui giornali senza appello. Mi chiedo se mai potrò riavere il mio onore".
"Molti dei 91 interventi sotto accusa -continua il chirurgo- avevano il solo scopo di migliorare la vita del paziente. Operazioni di drenaggio che evitavano ai malati di essere trattati ogni 48 ore con una terapia dolorosissima di aspirazione di liquido dai polmoni. Il mio era un trattamento all'avanguarsia sul quale ho fatto ricerche per un anno e pubblicazioni internazionali".
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