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EXPO 2015

Milano guarda al 'modello Lisbona'
E punta sullo sviluppo alberghiero

La città conserva ancora i segni delle strutture mai finite per i Mondiali di calcio del 1990 pertanto cerca di imparare dalle esperienze degli altri. Intanto le stime della Camera di Commercio parlano di 200 nuovi hotel per un totale di 24 mila stanze: una crescita del 50%

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Expo 2015 Rho-Pero (Milano), 13 giugno 2008 - L'Esposizione universale del 1998 a Lisbona è un esempio di successo, qualla del 2000 a Hannover ha lasciato un buco per il basso numero di visitatori, quella del 1992 a Siviglia è l'incubo: padiglioni arrugginiti e un sito espositivo ormai degradato per l'abbandono. Milano conserva ancora i segni degli alberghi mai finiti per i Mondiali di calcio del 1990 per questo, in vista dell'Expo 2015, cerca di imparare dalle esperienze degli altri attraverso un convegno organizzato oggi alla fiera dell'immobiliare Eire.

 

La formula magica non c'è, ma è chiaro che occorre da parte di tutti i protagonisti, come ripete il presidente della società organizzatrice della fiera, Antonio Intiglietta, un approccio kennediano: "Non chiedersi cosa l'Expo può dare a me, ma cosa io posso dare all'Expo". "Il modello potrebbe essere quello di Barcellona - afferma Carlo Masseroli, assessore comunale allo Sviluppo del territorio - che ha fatto delle Olimpiadi un volano per lo sviluppo della città, ma le formule non possono certo essere le stesse. Certo è che oggi siamo in un momento magico perché stiamo scrivendo il Piano generale del territorio" in coincidenza con la pianificazione dell'Expo.

 

"L'importante - ha detto nei giorni scorsi il sindaco Letizia Moratti - è creare un modello che, con procedure che garantiscano la massima trasparenza e la partecipazione più ampia possibile, sia in grado di realizzare tutto in tempi certi". Un messaggio rivolto a chi in questi giorni, da Palazzo Chigi, sta preparando la legge speciale per l'Expo con i relativi poteri commissariali.

 

Un dato certo è che a Lisbona la sfida è stata vinta. L'Expo è stato assegnato nel 1993. Tre anni dopo il terreno di 330 ettari dove sorgevano raffinerie, depositi militari e una discarica è stato bonificato. Nel 1992 al suo posto è nato non solo il sito Expo vero e proprio di cento ettari, ma "una città nuova", come l'ha definita Diogo Andreade, direttore della società Apemip Expo Urbe della capitale portoghese.

 

"Puntando sui contenuti più che sui siti - afferma - abbiamo fatto un miracolo visto che tutti dicevano che non ce l'avremmo fatta". In totale il progetto ha portato a 2,5 milioni di metri quadrati di edifici da vendere entro il 2010, ma già oggi non ne resta che il 5%. "L'importante è che pianificate bene gli investimenti, pubblici e privati, e pensiate al futuro dopo l'Expo".

 

Più controversa è la lettura dell'esperineza di Hannover, che puntava sull'autofinanziamento, ma che invece ha lasciato una perdita operativa di 1,2 milioni di euro. "La nostra valutazione è di avere raggiunto il nostro obiettivo" dichiara Walter Richter, ad di Expo Park Hannover. "Sono stati venduti solo 18 milioni di biglietti - ammette però - contro 40 previsti. I visitatori stranieri sono stati il 7% e la società forse non ha visto che il nome Expo non è sufficiente ad attrarre i turisti dal mondo. Serviva - è la sua autocritica-consiglio a Milano - uno sforzo molto superiore di marketing".

 

Ad oggi Milano, per quanto riguarda la sede vera e propria dell'Esposizione, ha solo deciso di prenderla, per la maggior parte, in comodato d'uso da privati fino al 2016. In cambio, a rassegna finita, questi ex terreni agricoli saranno liberati dei padiglioni da demolire e arricchiti da diritti edificatori con indice volumetrico dello 0,6. Del resto "la progettazione di questo nuovo quartiere post-Expo otto anni prima - conclude Masseroli - non avrebbe senso anche se la vera sfida è proprio quella del 2016".

 

LA STIMA DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Oltre 200 nuovi alberghi e più di 24 mila stanze, con una crescita attesa pari al 50%: è lo sviluppo previsto dal settore alberghiero in vista dell'Expo 2015 a Milano. Il capoluogo lombardo dovrà accogliere tra 15 e 25 milioni di visitatori in quattro mesi, secondo una stima della Camera di commercio di Milano. "Le imprese immobiliari si impegnano a investire in progetti destinati a restare anche dopo il 2015, ma si aspettano anche il potenziamento delle infrastrutture e interventi su sicurezza e ambiente": lo ha detto il presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio milanese, Antonio Pastore durante l'incontro "La ricaduta delle Expo sull'attrattiva del mercato immobiliare" presso la fiera di Rho-Pero.  

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