L'esecutivo rivede il sistema degli accreditamenti. La storia di Giovanni Rizzitano: "Dopo mesi, ho scoperto che l’operazione non era necessaria". Il proprietario della clinica, Francesco Paolo Pipitone, respinge le accuse
Roma, 13 giugno 2008 - Bollino d'oro di qualità d’oro di qualità, cartella medica informatizzata; meno commissioni, ma un’unica agenzia sul modello americano per valutare gli standard e controlli più costanti. Il governo sta pensando ad una revisione dei criteri di accreditamento delle cliniche. Dopo i fatti di Milano la preoccupazione è enorme. Così Ferruccio Fazio, sottosegretario al Welfare con delega alla Salute, ieri ha riferito al Senato sulle vicende della clinica Santa Rita.
"Come prime e immediate misure legate all’abbattimento delle liste di attesa prevediamo la creazione di un accreditamento ulteriore, un bollino d’oro, con criteri molto più stringenti. In particolare — ha spiegato — riferito all’assetto tecnologico, ai controlli di qualità e alle dimensioni dell’attività clinica. Vogliamo eliminare la microsanità che sappiamo essere la meno virtuosa". Zone d’ombra che non devono più esistere. Fazio si è chiesto, e lo ha rivelato, se il livello della sanità italiana sia quello della 'clinica degli orrori' e si è risposto di no: "Altrimenti me ne andrei all’estero".
Secondo il sottosegretario, il provvedimento dovrebbe essere introdotto subito e sostituire progressivamente gli accreditamenti precedenti con un "programma da concordare con le regioni".
Poi c'è il problema dei controlli. Per il governo "potrebbe essere risolto dall’informatizzazione. E già tra un anno potremmo avere a disposizione lo strumento chiave: la cartella clinica informatizzata". "È certamente opportuno creare un network informatico nazionale per il controllo e la gestione delle procedure sanitarie in tutto il territorio nazionale. Un gruppo di lavoro di 5 persone sta già elaborando un progetto specifico per sistemi di Cup (Centro unico di prenotazione) mirati ad abbattere le liste d’attesa, metodologie di telemedicina e soprattutto la cartella clinica informatizzata".
Un sistema informatizzato, secondo Fazio, potrebbe consentire in tempo reale a Regioni e ministero il controllo e la valutazione sistematica del rischio clinico, delle procedure diagnostiche e terapeutiche, delle risorse e delle tecnologie. Ma anche della soddisfazione dei pazienti. Non è esclusa, comunque, la creazione di un’Agenzia sul modello della 'Joint Commission' americana.
"Ma certo secondo me — ha aggiunto il sottosegretario — l’Agenzia potrebbe essere superata dall’informatizzazione del territorio". Razionalizzare è la parola d’ordine, ma insieme con verifiche sempre più stringenti e puntuali. "Il ministero — ha riferito in Senato il sottosegretario — intende incrementare le percentuali di controlli minimi su base campionaria dal 2 al 10%. Occorrerà uno strumento legislativo adeguato". Inoltre verranno verificate in modo sistematico tutte le cartelle cliniche "per le prestazioni ad alto rischio di inappropriatezza".
La legge attualmente in vigore prevede un controllo analitico annuo pari al 2%. La Lombardia, ha riferito Fazio, attualmente ne effettua per circa il 5%. Una riflessione oltre che sul dramma dei pazienti della clinica di Milano, anche sui dipendenti (circa 700) che ora rischiano il posto di lavoro.
Silvia Mastrantonio
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