È durato 72 ore l'incubo di una 38enne. I sequestratori, tra cui un ragazzino di 13 anni, volevano cederla per 4mila euro ai nomadi che l'avrebbero fatta prostituire. salvata grazie a un blitz dei carabinieri
Milano, 11 giugno 2008 - È durato poco più di 72 ore l'incubo di una 38enne romena. Sequestrata la notte di domenica da due fratelli connazionali (il più giovane poco più che tredicenne) e dalla convivente italiana del più grande, sarebbe stata venduta per 4mila euro a dei nomadi per essere fatta prostituire. E' quanto riferiscono i carabinieri. I militari si sono presentati all'appuntamento tra gli aguzzini ed il fidanzato della vittima e con un blitz hanno liberato la donna, trovata segregata e rinchiusa in un appartamento di Agrate Brianza. Arrestati il fratello della vittima e la sua convivente.
Tutto era cominciato a gennaio quando i due rumeni, la vittima Iliana e il fidanzato Vasile, dopo aver deciso di trasferirsi in Italia, si erano rivolti ad un'amica, Roxana, già convivente in Italia con Katalin T. 21enne di origine romena che quest'ultimo fa prostituire. Dopo alcuni mesi di frequentazione con la coppia, che intanto vive di espedienti nei pressi della stazione Centrale, Roxana il 19 maggio viene convinta ad allontanarsi dall'uomo e a scappare in Spagna.
Qui inizia il calvario di Vasile e Iliana. Katalin infatti vuole che la giovane Roxana torni a casa e i due vengono per questo motivo minacciati e picchiati. Fino alla sera di domenica scorsa quando alle 14 la coppia viene prelevata da Greco da quelli che poi diventeranno i sequestratori di Iliana, Katalin, il fratello 13enne e la nuova convivente, un'italiana di nome Natascia, 31enne. Un piano studiato dai tre rapitori alla perfezione. Iliana doveva diventare il guadagno di Katalin, visto la perdita di Roxana.
Per questo motivo domenica era stata fatta salire sull'auto dell'italiana con il fidanzato e poi portata in un campo rom di Milano per essere venduta e fatta prostituire. Il guadagno, circa 4mila euro era il prezzo fissato per la donna, e i soldi guadagnati dalle prestazioni della donna sarebbero stati poi la somma da dividere tra l'uomo e l'acquirente.
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