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IL CASO

Oriali: "Mancini è un uomo distrutto"

"Queste sono botte che ti distruggono, spiega l'ex centrocampista di Inter e Nazionale: "Anch'io ci sono rimasto male ma lo stesso presidente ha parlato di una decisione presa con enorme dispiacere"

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Roberto Mancini Milano, 5 giugno - "Profonda e totale". Gabriele Oriali definisce così l'amarezza provata da Roberto Mancini una volta ricevuta dal presidente Moratti la notizia dell'esonero. Un benservito del tutto inatteso dal tecnico jesino, che per il consulente di mercato nerazzurro "era convinto di poter proseguire, pensava già al nuovo torneo, alla Champions...".

Invece Moratti ha scelto Josè Mourinho e per Mancini, che è andato a far jogging con Oriali indossando una divisa dell'Inter "perchè Roberto aveva bisogno di scaricare i nervi, di stemperare l'amarezza profonda, totale", è stato uno shock.

"Queste sono botte che ti distruggono", assicura Oriali. Mancini ha pagato la coppa, il Liverpool e quella famosa sparata ("tra due mesi e mezzo lascio l'Inter") che Oriali racconta così alla "Gazzetta dello Sport": "Quella sera non fui tenero nei suoi confronti: fece una cavolata. E glielo dissi, nel corso di una discussione accesa e davanti al presidente: gli amici parlano chiaro quando sbagli e io non gliele ho mandate a dire. Ma si pentì subito, chiese scusa, sembrava tornato il sereno. Ne eravamo convinti".

Invece proprio in quelle ore di incertezza avvenne il primo contatto Moratti-Mourinho, come ammesso dallo stesso tecnico portoghese nel corso della conferenza stampa di presentazione: "Eh, purtroppo il presidente ha deciso così e Roberto deve farsene una ragione - sottolinea Oriali -. Ma per chi si è molto speso per l'Inter, per chi ha dato tutto se stesso è dura accettare un esonero, specialmente dopo aver vinto. Perchè Mancini ha vinto, e tanto: è un grande tecnico".

"Anch'io ci sono rimasto male - ammette l'ex centrocampista di Inter e Nazionale - ma lo stesso presidente ha parlato di una decisione presa con enorme dispiacere. Dopo lo sfogo anche Roberto è stato bravo a riprendere il controllo della situazione, e io sul serio ero arciconvinto che venisse confermato e mi ero sbilanciato molto in tale direzione. Per fortuna sono stato tenuto all'oscuro dell'epilogo, non sarei stato capace di fingere".

Tra Oriali e Mancini si è stretto un rapporto d'amicizia molto forte, con il dirigente a cucire i problemi tra il tecnico e l'allenatore ("a volte basta la parola giusta al momento giusto per sgonfiare ciò che viene definito un 'caso' ma che in realtà è la normalità"), ma il futuro adesso è Mourinho e di "Special One" Oriali ha avuto un'impressione "positiva".

 "È un personaggio, si è presentato bene e ha un curriculum che parla per lui. Sarà però il campo a parlare". E il futuro di Oriali? "Non lo so. Devo parlarne con Moratti, decideremo insieme come abbiamo sempre fatto. Farmi da parte? No, non è questa la mia intenzione, ma - conclude - non si può fare finta che non sia successo nulla".










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