Schiamazzi notturni, giri infiniti alla ricerca di un parcheggio. Il calvario di una signora dell’Alzaia Pavese: per entrare a casa devo presentare i documenti ai vigili
Milano, 29 maggio 2008 - Schiamazzi notturni, giri infiniti alla ricerca di un parcheggio, danni alle auto e spaccio di droga. È lungo l’elenco dei disagi con cui fa i conti Carmela Strazzeri, di 55 anni, che vive in Alzaia Naviglio Pavese. L’isola pedonale in vigore dal 17 maggio nella zona dei Navigli ha aumentato i problemi ma, spiega, "sono almeno quindici anni che il quartiere non è più vivibile".
Come sono andati i primi giorni di pedonalizzazione?
"Già solo il fatto che, per tornare a casa, devo ogni volta fermarmi per mostrare la carta d’identità ai vigili è un disagio. Immediatamente, poi, sono ricominciati i problemi legati agli schiamazzi notturni".
A che ora si riesce a dormire?
"Fino alle 5-6 del mattino ci sono ragazzi in strada che, più che parlare, in realtà urlano. Sembra quasi che il loro obiettivo sia darci fastidio. E anche quando finalmente si riesce a prendere sonno, passa poco tempo prima di essere nuovamente svegliati di soprassalto dalle moto o dalle auto con lo stereo ad alto volume, magari che procedono contro mano per evitare i blocchi dei vigili. Appena vanno via i clienti, poi, arrivano i mezzi dell’Amsa per pulire le strade e quindi il rumore continua. Direi che, al massimo, si dorme quattro ore a notte".
In estate va peggio?
"C’è chi è costretto a tenere le finestre chiuse nonostante il caldo. L’unica soluzione è installare degli impianti di condizionamento. Nel mio caso è impossibile per problemi di salute e poi bisogna anche considerare che non tutti possono permetterselo: è una bella spesa".
Un problema che con l’isola pedonale si accentua, ma di cui vi lamentate da anni.
"Le cose sono cambiate da quando è aumentato il numero di locali. Sono almeno 15 anni che il quartiere non è più vivibile. Negli ultimi 10, poi, la situazione sta davvero degenerando. Vivo qui da 32 anni e le cose vanno sempre peggio".
Com’erano i Navigli 30 anni fa?
"Passeggiando in via Ascanio Sforza o in piazza XXIV Maggio, si incontravano botteghe artigiane e laboratori di artisti. Ora, durante il giorno, la zona è deserta perché non ci sono più negozi. Una situazione che si fa sentire anche sotto il profilo della sicurezza. I parchi, ad esempio, erano molto più frequentati. Ora, invece, c’è da aver paura. Non sono ancora nonna, ma di sicuro non porterei in giro i miei nipoti con la stessa tranquillità con cui, 30 anni fa, uscivo con mia figlia".
I problemi di sicurezza non mancano neanche di notte.
"Oltre ai danni alle auto, il problema maggiore è rappresentato dallo spaccio di droga. Basta affacciarsi alla finestra per vedere scambi di soldi e strani pacchetti. Ma è un po’ tutto lo spettacolo a essere indecente, a partire dai ragazzi che usano i muri come toilette all’aperto senza mostrare nessuna vergogna".
Difficoltà anche nella ricerca di parcheggio?
"Siamo invasi dai clienti dei locali già dalle 19.30, orario in cui, in media, si torna da lavoro. Chi non può permettersi di comprare o affittare un box, deve rassegnarsi a girare a lungo, anche un’ora. Una ricerca che spesso non ha esito e quindi siamo costretti a lasciare le auto lontano da casa".
di Alice Cercone
La manifestazione, realizzata in collaborazione con la Ficts, fa parte di una serie di eventi collegati al tema dominante 'Giovani e Valori Olimpici'