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Movida sui Navigli, assemblea di fuoco
La rabbia dei residenti diventa rivolta

Incontro movimentato, contestati Comune e Consiglio di Zona: sotto accusa l’isola pedonale decollata il 17 maggio. Tanti i problemi rilevati: mancanza di aree per i disabili, carico e scarico e forze dell’ordine Commenta

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Le proteste Milano, 29 maggio 2008 - "Ormai la gente è esasperata e pronta a scendere in piazza. L’ultima assemblea l’ha dimostrato chiaramente". Ana Brala, del Comitato di Ripa di Porta Ticinese, è tra i 200 residenti che, martedì sera, hanno affollato la sala dell’oratorio di via Corsico per protestare contro gli effetti della pedonalizzazione dell’area dei Navigli. Difficile anche solo prendere la parola per i rappresentanti delle istituzioni presenti all’incontro, con Massimo Girtanner, presidente di zona 6, e Simone Percacciolo, portavoce dell’assessore ai Trasporti, Edoardo Croci, presi di mira dalle contestazioni a ogni tentativo di dare spiegazioni. L’isola pedonale è partita il 17 maggio, con tanto di regolamento per limitare i disagi dei residenti.

 

"Il problema - spiega Roberto Rivolta, del Comitato abitanti Naviglio Pavese – è che non è stato applicato. Nessuna traccia, ad esempio, delle aree di sosta per disabili, residenti e carico scarico merci, né delle forze dell’ordine che avrebbero dovuto pattugliare le strade anche dopo la chiusura dei locali. L’isola, poi, è più estesa rispetto a quanto avevamo previsto, come orari e come spazio".

 

I comitati chiedono interventi urgenti per tamponare la situazione: una nuova viabilità, punti di noleggio per bici e un servizio di navette per limitare l’afflusso di auto, ma anche più spazio per la sosta dei residenti. Sul lungo periodo, poi, le pretese si fanno di più ampio respiro: blocco delle licenze dei locali, misure a favore delle botteghe artigiane e dei laboratori artistici di un tempo e un parco archeologico che comprenda Darsena, Navigli, Anfiteatro Romano e Basilica di San’Eustorgio. Nel mirino dei comitati non c’è l’idea di pedonalizzare la zona, ma il modo in cui è stata gestita la vicenda. "Le limitazioni al traffico – continua Ana Brala – dovevano iniziare solo dopo aver risolto i nostri problemi".

 

Alcune difficoltà, inoltre, sembrano destinate ad aumentare. "Per ora – precisa la portavoce del Comitato di Ripa di Porta Ticinese – ci è consentito l’accesso in qualunque momento. I commercianti chiedono però delle limitazioni per sistemare i tavoli. Si arriverà al paradosso che i clienti già attrezzati per contraffare le chiavi magnetiche potranno entrare. Noi resteremo fuori". Il dito è puntato contro un quartiere che è stato completamente snaturato dalla nascita dei locali notturni e che, con queste nuove misure, continua a pensare solo alle esigenze dei titolari dei pub.

 

"Tutte le botteghe e i negozi di un tempo – si lamenta Ana Brala – ormai hanno chiuso. Non c’è più neanche un’edicola sui due navigli: bisogna per forza arrivare in Porta Genova o in piazza XXIV Maggio. A parte che per le persone anziane è un disagio ma, più, in generale, è un dettaglio che fa capire come la zona si sia trasformata".

 

A questa nuova identità sono associati i disagi dei residenti, a partire dagli schiamazzi notturni che impediscono di prendere sonno. Ma l’elenco è lungo, spiega Marina Varriano, del Comitato dei Navigli: "Troviamo le auto danneggiate e le strade piene di bottiglie rotte e rifiuti. Nel Naviglio Pavese, ormai, c’è di tutto, perfino i distributori di birra alla spina gettati dai locali". Non mancano poi i problemi legati allo spacciovicino alla cascina occupata di via Segantini. Da un po’ di tempo, inoltre, sono comparsi strani distributori.

 

"Non abbiamo ancora capito – continua Marina Varriano – cosa vendano esattamente. Abbiamo mandato dei ragazzi a controllare ed è quantomeno sospetto che alcune delle sostanze contenute nelle scatoline abbiano prezzi anche superiori ai 40 euro". Oltre a vestire i panni di investigatori, i residenti hanno finito per trasformarsi anche in avvocati, spulciando la normativa in vigore, dalla legge Bersani alla legge regionale 30 del 2003: "Ovunque viene ribadito un principio – chiosa la portavoce del Comitato dei Navigli – qui non rispettato: le attività commerciali che si insidiano in un territorio devono tener conto delle esigenze degli abitanti della zona".

di Alice Cercone

  • 29/05/2008 23:01
    Luciano Bartoli
    Martedì 27 maggio era calendarizzata, come da programma sottoscritto con il Comune di Milano, l'esibizione jazz & blues. Personalmente non ne ho visto traccia ne udito nota, ma sicuramente non mi sarò trovato all'ora giusta nel posto giusto. Come scritto nel programma (pag.3 MUSICA JAZZ & BLUES) "le isibizioni saranno in postazioni sempre differenti sul Naviglio Grande e Pavese". Non essendo incluso quest'anno nel Programma Culturale, nè un piano economico, nè un piano promozionale, mi chiedo come potrà godere di tale iniziative, chi come me non ha il bene dell'ubiquità. A ben vederci Luciano Bartoli
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