Non se la passa bene la scuola milanese secondo la fotografia che emerge dal Rapporto annuale del Cisem. E' ancora alto Il tasso di dispersione scolastica: il 28% dei ragazzi esce dal percorso formativo senza nessun titolo
Milano, 28 maggio 2008 - Crescono gli iscritti ai licei, classico e scientifico (uno studente su due) e si assiste ad un crollo negli istituti tecnici (dal 40 al 32%), le «scuole più sofferenti per i tassi di selezione molto alti», con classi difficili, piene di ripetenti e stranieri. Perdono, ma in misura minore, i professionali (dal 23% a circa il 20%). La tendenza marcata alla licealizzazione non è certo una novità, è perfettamente in linea con quanto accade nel resto del Paese.
E' ancora alto Il tasso di dispersione scolastica: uno su quattro esce dal percorso formativo senza nessun titolo, pari al 28 per cento. Non se la passa bene la scuola milanese secondo la fotografia che emerge dal Rapporto annuale del Cisem (Centro per l’innovazione e la sperimentazione educativa Milano) presentato ieri in Provincia.
Emerge una scuola divisa a metà: appunto da un lato scuole d’elite, come i licei, che accolgono studenti motivati e supportati(culturalmente ed economicamente)dalle famiglie e in cui la selezione è relativamente bassa, ma senza appello, e i risultati finali all’Esame di Stato di buon livello. Dall’altro, invece, scuole in difficoltà (tecnici e professionali) con classi formate da studenti poco motivati, che selezionano molto nelle prime classi e poi ancora drasticamente anche nelle altre ma senza apprezzabili risultati finali.
Come uscire da questa situazione che pone la scuola italiana, soprattutto in relazione al fenomeno della dispersione, al di sotto dei «parametri di Lisbona» che in questo campo prevedono per il 2010 che l’85% dei cittadini nella fascia d’età tra i 20 e i 24 possieda almeno un titolo di istruzione superiore di secondo grado?
"Non esiste una sola ricetta - suggerisce Giorgio Giovannetti, coordinatore del Cisem - ma sicuramente bisognerà migliorare l’orientamento degli studenti a partire dalle medie. Poi si dovrà lavorare anche sul sostegno ed affrontare le problematiche enormi poste dalla presenza degli stranieri. Sono una risorsa, a patto che vengano gestiti bene".
Comunque, aggiunge Fiorella Farinelli, Direttore generale della Direzione Studi e Programmazione del Ministero della Pubblica Istruzione, "la scuola milanese è sempre stata una scuola reattiva, di qualità. Penso alla tradizione di alcune scuole tecniche e perfino a certe serali".
E sulla dispersione? "Un capitolo molto importante - concorda Anna Maria Dominici, direttore generale dell’Ufficio scolastico per la Lombardia -. Le istituzioni devono stare attente e collaborare. Si deve cercare di orientare i ragazzi a quelle discipline più vicine alle loro aspirazioni, con percorsi che vengono seguiti fino in fondo perchè incrociano gli stili cognitivi dei ragazzi". Concetto ripreso dall’assessore provinciale all’Istruzione, Giansandro Barzaghi, molto preoccupato per gli alti "livelli di dispersione scolastica". "L’insieme dei dati del Rapporto - dice - ci conferma che le iniziative dell’assessorato nel campo dell’orientamento e della lotta alla dispersione rispondono ad effettivi snodi problematici della scuola superiore della provincia di Mlano".
Intanto, un modo serio per prevenire la dispersione scolastica ci sarebbe, suggerisce Farinelli che ha bollato come eccessivo il dato del "28 per cento" del Rapporto del Cisem. "Sarebbe quello di mettere in rete tutte le informazioni che riguardano gli studenti", dice convinta la funzionaria del ministero. E aggiunge: "L’anagrafe regionale non esiste ancora in Lombardia, in altre regioni sono più avanti. Ad esempio in Liguria, Emilia e nelle Marche".
Infine, una curiosità che è più che altro una constatazione: le ragazze sono più brave a scuola. Così come accade nel resto d’Italia, anche a Milano e provincia le studentesse arrivano al traguardo finale con esiti migliori rispetto ai maschi. Un esempio? Il 14,4% delle femmine consegue una valutazione finale all’interno della fascia di voto di eccellenza (da 91/100 alla lode), a fronte del 9,5% dei maschi.
di Stefania Consenti
La manifestazione, realizzata in collaborazione con la Ficts, fa parte di una serie di eventi collegati al tema dominante 'Giovani e Valori Olimpici'