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Abusivi in metrò, una guerra persa
Mercatini fino a ridosso dei binari

Gli extracomunitari studiano orari e abitudini dei milanesi e dei turisti per cercare maggiori guadagni. Fuori, al Castello e in Galleria, nelle piazze, è assalto continuo. Si vende di tutto: cinture, cappellini e occhiali contraffatti Commenta

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Mercatini abusivi Milano, 22 maggio 2008 - Abusivi, che abusano in ogni ora e in ogni luogo; che possiedono antenne dritte per sgomberare il campo non appena intravedono una divisa delle forze dell’ordine; che perlustrano la città alla continua ricerca di spazi buoni da occupare; che studiano orari e abitudini di milanesi e turisti per sfruttare al meglio, per così dire, la 'ricchezza dei flussi'; che spesso, non riuscendo a vendere la loro merce, mendicano un aiuto, un euro per mangiare; che hanno capito - fin qui - di rischiare poco, e perciò arrischiano di più, ripresentandosi ogni volta sul luogo che si sono assegnati (o che è stato loro assegnato); che sanno evitare i punti e le zone-bene, le meglio protette della città, per invadere gli angoli e i quartieri più popolosi, ma anche più trascurati. Abusivi, bel problema. Nuove misure di contenimento si preparano anche per loro nell’ambito dei vari paccheti sicurezza, ma essi non sembrano preoccuparsene, forse non credono che, di punto in bianco, nel nostro Paese e a Milano possano cambiare le cose.

 

Così, se in un giorno di festa (è successo qualche domenica fa), la Guardia di Finanza, complice uno sciopero dei vigili urbani, accorre in forze al Castello Sforzesco e fa sparire in un battibaleno una miriade di tappetini, in tutti gli altri giorni è abuso come sempre. Più volte abbiamo segnalato, oltretutto, la pericolosità della presenza di banchetti e tappetini ricolmi di borse e occhiali, bigiotteria e arnesi vari, sul piano dei binari in metropolitana. Anche nei giorni scorsi, nella stazione Loreto, nell’area di snodo tra linea rossa e linea verde, si presentava lo spettacolo di sempre. A pochi metri dal passaggio dei treni, le solite scatole di cartone, i soliti tappeti con i soliti articoli: borse sempre borse, occhi sempre occhiali, orecchini sempre orecchini. Che cosa sarà, disgraziatamente, il giorno in cui al rumore del treno in arrivo, i passeggeri provenienti dalle scale si mettano a correre per non perdere la corsa?

 

Chi non conosce la stazione penserà di mettere i piedi per terra, e invece inciamperà sui tappeti e sulle borse. Speriamo non avvenga mai. Anche in metrò, gli abusivi si dileguano quando arriva un controllo, per ripresentarsi subito dopo. Da Loreto a Cadorna. Qui, i mercatini improvvisati fioriscono nel mezzanino, cogliendo il continuo affollamento di questa stazione. Martedì, alle 13.30, attorno al pilastro centrale, vicino all’edicola, erano ben allineate le postazioni, quando sono comparsi cinque-sei carabinieri al comando di un ufficiale. In fretta e furia, gli abusivi hanno stretto la loro merce minuta tra i cartoni e avvoltolato quella più grossa nei tappeti. Qualche domanda, richiesta di documenti, e tutta è finita lì.

 

Operazione anti-abusivi? "No, siamo qui in servizio antiterrorismo", diceva l’ufficiale al cronista. Si poteva dunque convenire che quegli abusivi erano proprio sfortunati, ma il 'fermo' del loro lavoro è durato poco, il tempo che la pattuglia si allontanasse. Poco danno, quasi niente. Si diceva del Castello, che, liberato dall’assedio del tarocco nella domenica citata, quella del derby Milan-Inter, ora è di nuovo sotto assedio. Sotto la Torre del Filarete, borse sgargianti e cinture con grandi fibbie, tutte ben allineate sui tappetini. Anche in piazza del Cannone, sul lato opposto, abusivi all’opera con le loro borse: circospetti, però, con l’aria di chi da un momento all’altro si aspetta una nuova incursione degli agenti.

 

La novità, al Castello, è data però dalla presenza di vu’ cumprà all’interno del maniero, nella piazza d’armi. Come mosche al miele, hanno adocchiato una scolaresca in gita (scuola media, un po’ bambini e un po’ ragazzi), e allora son lì a proporre braccialetti e altre cosucce dai loro banchetti portatili. Sanno che prima o poi i ragazzi cederanno, li impietosiscono parlando della vita dura, e alla fine qualche affare lo fanno. A Milano, un giro per abusivi - strano che nessuno abbia pensato di farci un tour - non può prescindere dalla stazione Centrale. Quaggiù, sul mezzanino della metropolitana, ci sono gli specialisti delle calze e degli elicotterini telecomandati. Ogni tanto i giocatori delle tre carte fanno festa, e allora è un mezzanino a lutto, senza le battute e gli inviti a 'farsi sotto' dei napoletani. Gli orientali che manovrano i velivoli, si sa, sono gente di poche parole. Mica come i centro-africani con i loro libri, che attorno al Duomo ti prendono e non ti lasciano più, con i loro sorrisi e il loro saper fare, che alla lunga diventa insopportabile.

di Paolo Verri

  • 22/05/2008 16:09
    emilio
    La vendita del "falso" in ogni luogo pubblico - per il senso di falso buonismo promosso da frange politiche e accettato dal ventre molle della restante politica - è ormai entrato a far parte della tradizione milanese. Riportare questa gente e chi li sprona a comportarsi al di fuori della legge, è adesso un'opera ardua che troverà ancora sulla strada la sinistra estrema che vorrà nuovamente cavalcare questa tigre avendo perso altri estimatori.
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