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SICUREZZA / L'INTERVISTA A MOIOLI

I campi nomadi regolari
non sono dimore permanenti

L’assessore alle Politiche Sociali annuncia:  "Se tornassi indietro, forse non rifarei i campi così come sono stati pensati all’inizio, ma come puri luoghi di transito"

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Moioli Milano, 20 maggio 2008 - "Anche i campi rom regolari del Comune, come quello di via Triboniano, devono essere 'a tempo'. Il campo non è una soluzione definitiva, ma un passaggio verso l’integrazione. Quando un rom avrà trovato lavoro e potrà mantenersi, dovrà cercarsi una casa in affitto per la famiglia, come tutti gli altri immigrati". L’assessore alle Politiche Sociali, Mariolina Moioli, lo annuncia: "Se tornassi indietro, forse non rifarei i campi così come sono stati pensati all’inizio, ma come puri luoghi di transito".

 

Un ulteriore giro di vite?

"Con il nuovo governo, sembra che ci sia la volontà di occuparsi davvero del nodo. Milano ha fatto molto, specie negli ultimi due anni, coniugando attività di intervento sociale e di accoglienza, con il rispetto delle regole. Siamo partiti in Triboniano e ormai siamo in tutti i campi. La presenza sociale costituisce anche un deterrente, un elemento di sicurezza. Essere in mezzo al problema aiuta a comprenderlo meglio".

 

Cosa è mancato allora?

"E’ mancato un intervento che facesse rispettare le regole. Una perlustrazione ogni tanto, un arresto, poi avanti come prima. Gli uomini che sapevano di essere in una zona franca, sono andati avanti prima dieci, poi venti e trent’anni. E oggi estirpare la delinquenza è più difficile. Da anni ci sono i campi, ma non c’è mai stata una politica di presa in carico del problema, con l’obiettivo da un lato di accogliere, ma dall’altro lato di avviare a integrazione chi volesse farlo, allontanando di conseguenza gli altri. Chi delinque, chi sfrutta, chi usa violenza".

 

Oggi si aggiunge il problema della Romania in Europa.

"Prima che accadesse i numeri erano abbastanza limitati. Dal 1 gennaio 2007, non potendo entrare nei campi autorizzati, chi arriva ha creato 30-40 insediamenti abusivi, anche grandi. E continuano ad arrivare. Ma tra loro, quasi nessuno lavora. Tra questi, chi ha una bella macchina e mantiene la famiglia, ruba".

 

La Lega non vuol più sentir parlare di campi regolari.

"Anche io non ne voglio altri. Abbiamo dato abbastanza. Se tornassi indietro, farei piuttosto delle aree di sosta temporanea, controllate, rispetto ad un progetto di integrazione. Chi si integra entro un certo periodo, faccia come i 170 mila immigrati che, arrivati in Italia, a fatica si sono trovati casa e lavoro. E anche i campi di oggi devono essere a tempo".

 

Penati ha detto: basta rom.

"A me pare che sia giusto quel che dice Maroni; noi non facciamo espulsioni in massa, perché la responsabilità dei reati è personale. E io sono convinta che se cvominciamo ad espatriare i criminali, facciamo già una azione di detereenza e di incitamento all’integrazione".

 

Ma cosa impedisce ai criminali di tornare?

"La volonmtà politica di far rispettare le regole. Se uno viene preso e di nuovo allontanato, poi ci ripensa. Se io sto addosso a chi non lavora e gli chiedo conto del sostentamento, in base alle norme europee deve essere espatriato. Cominciamo ad agire in questo senso e vedrete che chi non ha un lavoro se lo trova".

 

Avrete cura dei bambini?

"Lo abbiamo sempre fatto, mandandoli a scuola, e non semtteremo certo di farlo. Mai penalizzare i bambini, per colpire il crimine. A ogni sgombero offriamo sempre una possibilità di accoglienza alle donne incinte e ai bimbi. Presenterò presto il risultato del lavoro fatto sinora con la presenza dei presidi sociali a Triboniano, dove tutti i bimbi vanno a scuola e gli adolescenti a corsi di formazione, tutti pagano la corrente e sempre di più adulti vanno a lavorare".

 

Chi ha sbagliato di più?

"Il vecchio governo, che non ci ha dato le risorse per affrontare il problema. Ora ci contiamo".

di Enrico Fovanna

 

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