Sgominata organizzazione criminale che importava capi di abbigliamento contraffatti dalla Cina e dalla Turchia, oltre ad acquistare grandi quantità di fuochi pirotecnici
Milano, 18 aprile 2008 - Importavano capi di abbigliamento contraffatti dalla Cina e dalla Turchia, oltre ad acquistare fuori stagione grandi quantità di 'botti' che stoccavano in due box a Monza, in attesa delle feste di fine anno. A stanare l'organizzazione criminale di origine napoletana e pugliese che smerciava vestiti e sul mercato del Nord Italia è stata la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Milano, che ha eseguito numerose perquisizioni in Lombardia e nelle regioni confinanti, sequestrando 17 tonnellate di artifici pirotecnici fabbricati in Cina.
Stava indagando su una vicenda di contraffazione di marchi di abbigliamento ma, durante alcune perquisizioni, La Guardia di Finanza del comando provinciale di Milano ha trovato, in due box a Monza e in un deposito dell'hinterland milanese, 17 tonnellate di pericolosissimi artifici pirotecnici di origine cinese, oltre 50mila capi di
abbigliamento contraffatti delle più note griffes internazionali. Inoltre 10 tonnellate di esplosivi erano stipati all'inverosimile - secondo le Fiamme Gialle - sotto una palazzina di 3 piani che, considerata sia la tipologia del materiale sia la sproporzionata concentrazione, in caso di esplosione sarebbe probabilmente crollata.
Vista l'estrema instabilità e la collocazione in un luogo densamente abitato, le operazioni di rimozione, trasporto e stoccaggio in luogo idoneo, sono state svolte dal personale del nucleo artificieri antisabotaggio della polizia, nel corso di tre lunghe giornate. Responsabile di tutto, secondo la Gdf, un'organizzazione criminale di origine napoletana e pugliese che distribuiva nel nord Italia merce contraffatta proveniente dalla Cina e, presumibilmente, anche dalla Turchia. Sequestri sono stati effettuati nelle province di Bergamo, Torino, Pavia, Modena e Varese.
Costruito sulle lettere che Moro inviò agli amici del partito, al Papa, ai familiari e con il contributo di immagini e telegiornali d'epoca, lo spettacolo sarà in scena fino all'11 maggio. Scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi per la regia di Giorgio Ferrara. Sulla scena le parole di Aldo Moro saranno interpretate da Paolo Bonacelli