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ELEZIONI POLITICHE 2008

Milano premia la Lega Nord: vince il tema sicurezza

Milano torna ad essere un feudo del Carroccio, grazie ad una campagna elettorale ad hoc, come commenta il deputato leghista Matteo Salvini: "I milanesi non ne possono più di campi nomadi, delinquenti e insicurezza"

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Festa della Lega Milano, 15 aprile 2008 - Milano torna ad essere un feudo del Carroccio: nel giro di appena due anni, nel solo capoluogo lombardo, la Lega Nord ha piu' che raddoppiato i propri consensi passando dal 5,2% delle politiche del 2006 per la Camera al 12,3% di oggi e collezionando un risultato altrettanto brillante anche al Senato, dove il 4,8% é diventato un 11,3%. Spetta al partito di Umberto Bossi il merito di aver tirato la volata alla coalizione di Silvio Berlusconi a Milano, visto che il Pdl ha perso qualcosa rispetto alle passate consultazioni. Nel 2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale, ciascuna con il proprio simbolo, conquistarono alla Camera il 40,4% (40,5% al Senato): ora a Milano il Popolo della Libertà si é fermato al 36,8% (38,4% per Palazzo Madama). E in questa piccola emorragia di consensi probabilmente non ha avuto un peso determinante la nuova formazione della Destra, che tra gli elettori milanesi ha conquistato un 2,3% alla Camera e appena l' 1,7% al Senato. C'é stato probabilmente un semplice spostamento verso il partito di Bossi.

 

Matteo Salvini capogruppo del Carroccio in Comune e da oggi deputato afferma che: "E' stata una campagna elettorale tutta incentrata sui temi della sicurezza ad aver premiato la Lega, riportandola dopo un decennio oltre il tetto del 10%. ''I milanesi non ne possono piu' di campi nomadi, delinquenti, insicurezza, e questo e' un segnale anche per il sindaco Letizia Moratti''. E sulle ragioni del successo leghista si trovano d'accordo anche gli alleati. Per Carlo Fidanza, di An, ''la parte piu' arrabbiata del centrodestra é confluita nel Carroccio'', mentre per Giulio Gallera, di Forza Italia, ''La Lega ha intercettato il voto di protesta dell'antipolitica ma resta un alleato di stabilità, che ci spingerà ad avere un'azione piu' incisiva anche sui temi della sicurezza''. Salvini prosegue: "Abbiamo preso tanti voti dai giovani e nei quartieri dove ci sono le case popolari. Siamo andati molto bene anche in zona Sarpi. Tra la Camera e il Senato a Milano c'é una differenza di oltre 13mila voti, per la Lega: 94.500 alla Camera, pari al 12,3 per cento, e 82.300 al Senato, pari all'11,3. Significa che abbiamo avuto oltre 13.mila voti di elettori fra i 18 e i 25 anni, e questo é il dato più' alto fra tutti i partiti". Quello di queste elezioni, ha sottolineato Salvini, "a Milano é il dato più' alto negli ultimi 12 anni, che non abbiamo raggiunto nemmeno nel 1996.". Il quartiere in cui il partito ha raccolto più' voti "é stato quello di Garibaldi-Niguarda, con il 13,8, ma abbiamo preso molti voti nei quartieri con le case popolari, come in via Lopez". Per la Lega "bene anche in centro, in particolare in zona Sarpi, dove siamo comunque passati dal 5 per cento del 2006 al 12,5".

 

Anche De Corato punta sulla sicurezza: "Il buon risultato ottenuto dalla Lega alle elezioni politiche si deve anche all'azione di governo del sindaco Letizia Moratti. A quel 'modello Milano' basato su meno tasse e più servizi e alla capacità di aver posto per primi la questione sicurezza nelle città, salita via via, grazie a un'azione apripista, al centro del dibattito nazionale". Lo ha dichiarato il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, a margine di un convegno sulla videosorveglianza al centro congressi di Milanofiori. "È evidente -ha aggiunto De Corato- che da Milano arriva un forte segnale di richiesta di sicurezza che l'esecutivo Prodi ha eluso. Maggiore sicurezza e federalismo fiscale, temi su cui sono pienamente d'accordo e sui quali è chiaro che bisognerà rafforzare l'azione di governo. Per quanto riguarda l'eventualità di riassetti interni all'amministrazione comunale dovuti alla crescita dell'elettorato leghista -ha concluso De Corato- dico solo che la Lega non ha mai fatto richieste di poltrone, semmai ha sempre posto all'attenzione questioni politiche".

 

Tiziana Maiolo, assessore della giunta Moratti, guarda al futuro e propone le primarie per la scelta del candidato presidente del Popolo della Libertà per le elezioni provinciali di Milano, previste per la prossima primavera: "Le primarie andrebbero sperimentate per scegliere il candidato alla presidenza della Provincia di Milano, non tanto per quello della Regione Lombardia dato che le decisioni sul dopo Formigoni sono già state prese. Propongo all'onorevole La Russa, che ha suggerito di ricorrere alle primarie per la Regione, di lanciarle invece per la Provincia, organizzandole però tra tutti i cittadini e non solo tra i militanti dei partiti. Le primarie sono un ottimo strumento di democrazia, a maggior ragione dopo la straordinaria vittoria di ieri del Popolo della libertà che ha dimostrato come gli italiani abbiano sete della buona politica, non delle inutili bollicine di Veltroni", conclude la Maiolo.

 

Se i partiti di centrodestra a Milano si godono la festa anche il Pd, nonostante la sconfitta numerica, puo' dirsi soddisfatto. Il 33,6% conquistato in citta' alla Camera e' di gran lunga superiore al 28,9% che l'Ulivo riuscì a strappare alle politiche del 2006 e al risultato del partito di Walter Veltroni deve aggiungersi la buona performance dell'Idv passata a Milano dal 2,2% del 2006 al 4,8%. ''La città più moderna e avanzata d'Italia - é stato il commento di Marilena Adamo, capogruppo del Pd a Palazzo Marino - ha capito la novità del progetto politico di Walter Veltroni: é un buon segnale per il futuro''. Meno soddisfatti i centristi dell'Udc, che a Milano hanno lasciato sul terreno quasi due punti percentuali mentre delusi, al di là di ogni più fosca previsione, gli esponenti della Sinistra Arcobaleno, precipitata al 3,8% mentre nel 2006 la somma dei voti conquistati alla Camera da Prc, Verdi e Pdci era pari al 10,9%. ''Il disastroso risultato - é l'immediato ripensamento di Maurizio Baruffi dei Verdi - mette in evidenza i clamorosi errori di collocazione politica dei Verdi. Come in Germania i Verdi hanno senso se sono forza autonoma e distante dai partiti della sinistra ex, post o tuttora comunista''.

 

LA FOTO DEL GIORNO

moro

Aldo Moro in scena
al Teatro Studio

Costruito sulle lettere che Moro inviò agli amici del partito, al Papa, ai familiari e con il contributo di immagini e telegiornali d'epoca, lo spettacolo sarà in scena fino all'11 maggio. Scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi per la regia di Giorgio Ferrara. Sulla scena le parole di Aldo Moro saranno interpretate da Paolo Bonacelli

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a cura di Matteo Leonelli