Milano, 7 aprile 2008 - "I cani abbandonati a loro stessi, i dipendenti senza più stipendio, quintali di rifiuti dell'inceneritore di animali dimenticati e mai smaltiti. Una situazione di degrado grave e inaccettabile, che ha convinto sabato scorso le Guardie zoofile dell'Enpa - si legge in un comunicato dell'Ente protezione animali - a sequestrare l'intero canile Universal Fauna di Cogliate e a denunciare il titolare per maltrattamento di animali e per l'interruzione del servizio di custodia dei cani accalappiati, che svolgeva in convenzione con una decina di comuni dell'area (Cogliate, Misinto, Solaro, Saronno, Origgio, Uboldo, Desio, Bovisio Masciago, Barlassina e Varedo)".
Già da tempo alcune segnalazioni giunte al coordinatore regionale dell'Enpa, Sergio Sellitto, indicavano come il titolare fosse latitante dallo scorso autunno e che questa situazione di abbandono si ritorcesse contro il benessere dei cani, che continuavano ad essere ospitati in forza delle convenzioni. Il titolare infatti, già noto all'Enpa per dozzine di segnalazioni d'incuria nella gestione dei cani, aveva smesso da mesi di pagare gli stipendi ai dipendenti, interrotto le forniture di cibo e chiuso i contratti di gas e telefono. In questa situazione di emergenza, il personale continuava a prestare le cure ai cani anche grazie, paradossalmente, all'aiuto fornito da alcuni volontari di associazioni protezionistiche.
La parola fine l'hanno dovuta mettere le Guardie Zoofile che hanno ispezionato l'area scoprendo 28 cani ancora rinchiusi in strutture fatiscenti e otto quintali di ceneri prodotte dall'inceneritore per animali attivo nel canile, mai più smaltite dalla ditta incaricata che da tempo non era più pagata. Oltre a ciò le Guardie hanno scoperto che l'intera struttura, che a regime può custodire 300 cani, riversa tutti i reflui nella normale rete fognaria senza alcun trattamento e per questo verrà attivata l'Agenzia regionale per l'Ambiente e la Asl locale. I cani sono ora sotto la tutela dell'Enpa, in attesa delle decisioni della Procura della Repubblica di Monza a cui è stata inviata la notizia di reato.
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