Marito e moglie erano impegati in un negozio di pelletteria, fino a quando l'uomo non ha abbandonato la consorte per un'altra donna. Intanto la costringeva a lavorare anche 14 ore al giorno e, ''in numerose occasioni, anche davanti alle figlie minori la picchiava con pugni, schiaffi e calci sul viso e in tutto il corpo"
Milano, 4 aprile 2008 - Il cinese Yuli Z. è stato rinviato a giudizio davanti alla quinta sezione penale, con l'accusa di maltrattamenti nei confronti delle tre figlie di otto, sei e cinque anni, oltre che della moglie. Sia la donna sia le bambine venivano picchiate, insultate e percosse anche con un bastone. Attualmente le bambine, tutte nate in Italia e con nomi di battesimo italiani, sono state prese in affidamento da una comunita' del Comune di Milano.
Entrambi, marito e moglie, erano impegati a Milano in un negozio di pelletteria, fino a quando l'uomo non ha abbandonato la consorte per un'altra donna. Intanto la costringeva a lavorare anche 14 ore al giorno e, ''in numerose occasioni, anche davanti alle figlie minori la picchiava con pugni, schiaffi e calci sul viso e in tutto il corpo, colpendola anche con un bastone, una scopa e un telefono cellulare con il quale la colpiva all'occhio provocandole lesioni personale'', come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio del pm Brunella Sardoni.
Le due piccole venivano ''usate come pacchi e spedite da un posto all'altro alla ricerca di un'attenzione da parte degli adulti che nessuno si vuole prendere'', scrive ancora il pm.
Duecento ragazze si sono presentate, per il momento, alle porte degli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese per la tappa milanese del casting per le aspiranti veline. Si sono messe in fila per la registrazione, prima del casting che prevede unacolloquio, alcuni accenni di danza e una piccola sfilata. La tappa di oggi segue le selezioni di Talent Factory che vanno avanti da un anno in tutta Italia.