Milano, 4 aprile 2008 - Acceso il dibattito sullo sgombero del campo abusivo della Bovisasca. La posizione del presidente della Provincia Filippo Penati, espressa a margine della presentazione dell'accordo con Cooplombardia e Conad Centro Nord: "Bisogna fare campi piccoli, di 80-100 persone, e far firmare un patto di legalità con un presidio sociale fisso: chi sgarra esce dal campo, chi rispetta le regole deve avere garantito un sistema abitativo in condizioni igieniche accettabili".
Penati continua: "Dobbiamo essere rigorosi, duri: ci sono delle regole e vanno rispettate. Tra l'altro questo sgombero è stato davvero privo di ogni umanità, senza una bottiglia d'acqua o un cartone di latte da offrire; credo che Tettamanzi abbia fatto bene a definirla un'azione senza umanità. Milano non merita queste figure".. "Noi dobbiamo rassicurare i cittadini milanesi che c'è un governo di questo fenomeno - prosegue Penati -, che non lasciamo girovagare per la città una massa di persone che una volta si ferma da una parte e una volta dall'altra".
Dare sicurezza ai cittadini quindi, ma offrire anche opportunità alternative ai nomadi sgomberati: "Dobbiamo offrire umanità perchè non si possa dire che a Milano si negano i diritti umani, perchè anche quei bambini rom, ad esempio, ci stanno a cuore: devono andare a scuola e devono avere un'infanzia serena". Sullo sgombero, infine, Penati è critico: "Continuo a dire che è da 12 anni che si fa lo stesso errore: si fanno intervenire le forze dell'ordine dopo che si è fatto crescere e sviluppare un campo".
Ma il sindaco Moratti non è dello stesso avviso e sostiene in un'intervista al Corriere della Sera: "Sono profondamente amareggiata dalle parole del cardinale Tettamanzi dopo lo sgombero del campo rom" e continua "Alla Bovisasca c'era una situazione di rischio per la salute perché c'è l'arsenico, l'amianto, i metalli. Avevo ricevuto dalla Asl la richiesta di allontanamento. Come ufficiale sanitario non potevo non intervenire". "Abbiamo sempre detto - osserva il sindaco - che Milano è una città che unisce il binomio legalità-accoglienza. Non può esserci accoglienza senza legalità. Tutto quello che è stato fatto nel rispetto delle persone. Alla Bovisasca sono stati rispettati i diritti delle persone".
Che cosa non ha funzionato? "Siamo stati lasciati soli dal governo" sottolinea Letizia Moratti che poi aggiunge: "Avevamo segnalato l'emergenza rom già al momento della mia candidatura. Nel settembre 2006 abbiamo firmato un protocollo con il ministero dell'Interno per la realizzazione di un piano strategico di emergenza rom. Due anni fa! A maggio del 2007 firmiamo il patto per la sicurezza. All'articolo 2 si parla di rom. Della nomina di un commissario straordinario nella figura del prefetto per avviare il piano di emergenza sulla base di capacità di assorbimento del territorio. Nonostante le numerose mie richieste non è successo niente".
Duecento ragazze si sono presentate, per il momento, alle porte degli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese per la tappa milanese del casting per le aspiranti veline. Si sono messe in fila per la registrazione, prima del casting che prevede unacolloquio, alcuni accenni di danza e una piccola sfilata. La tappa di oggi segue le selezioni di Talent Factory che vanno avanti da un anno in tutta Italia.