L’idea dello stadio per l’Expo, a evento ormai conquistato, ora potrebbe definitivamente decollare. Il luogo in oggetto è l'area Fiorenza, proprio di fianco a quella dove dovrebbe sorgere la base dell’Esposizione universale milanese: 1,1 milioni di metri quadrati, ai confini tra Milano e Rho
Milano, 4 aprile 2008 - A Expo 2015 ormai in tasca, torna d’attualità un’idea su cui il Comune e l’Inter hanno iniziato a ragionare già nei mesi scorsi: costruire un nuovo stadio proprio di fianco all’area dove dovrebbe sorgere la base dell’Esposizione universale milanese, l’area Fiorenza da 1,1 milioni di metri quadrati, ai confini tra Milano e Rho. Un’idea, quella di un nuovo impianto sportivo ultra-moderno, che piace sia a Palazzo Marino che alla società di via Durini.
Sì, perché l’amministrazione comunale potrebbe ospitarvi le cerimonie di apertura, di chiusura e i grandi eventi legati all’Expo, mentre il club nerazzurro avrebbe finalmente una nuova 'casa' con tanto di 60 mila posti a sedere, misure di sicurezza di ultima generazione, oltre a ristoranti, negozi e palestre grazie ai quali costruire un business milionario. Non solo. Legare l’operazione nuovo stadio all’evento Expo 2015 avrebbe un altro vantaggio per l’Inter: la zona sarebbe già dotata di tutte le infrastrutture necessarie per far raggiungere lo stadio ai tifosi senza problemi, sia in auto sia con i mezzi pubblici.
L’idea dello stadio per l’Expo, a evento ormai conquistato, ora potrebbe definitivamente decollare. Come detto, Comune e Inter ne hanno già iniziato a parlare alla fine del 2007, durante le riunioni per la gestione dello stadio di San Siro. Il sogno del presidente Massimo Moratti, infatti, è di abbandonare il Meazza, glorioso ma ormai obsoleto, per approdare in un nuovo impianto a misura di famiglia, come quello sopradescritto. Non a caso la società di via Durini ha un apposito gruppo di lavoro che sta valutando quale siano le aree più appetibili per costruire il Meazza-bis. Tra queste c’è sicuramente quella al fianco del quartier generale dell’Esposizione universale, oltre ad altre aree localizzate a Sesto San Giovanni, Rozzano e in zona Ripamonti.
Una sola cosa, però, appare certa finora: l’Inter non traslocherà da San Siro almeno fino al 2012. Per realizzare le opere anti-violenza indispensabili per continuare a giocare al Meazza, infatti, la società di via Durini, così come il Milan, ha anticipato, a scomputo oneri, la metà dell’affitto (circa 40 milioni di euro) da versare al Comune, proprietario dello stadio, fino al 2012. Dopo quella data, però, tutte le ipotesi sono aperte. A confermarlo è anche l’assessore allo Sport Giovanni Terzi: "Spero che Inter e Milan rimangano a San Siro almeno per i prossimi cinque o sei anni. Per gli anni successivi, però, siamo disponibili a valutare le richieste che le due società potrebbero fare al Comune per costruire un nuovo stadio". Non basta.
Terzi apre all’ipotesi di un nuovo stadio nell’area Expo: "Perché no? L’investimento privato per un nuovo impianto non può reggersi solo sulle manifestazioni sportive, ma deve considerare anche altri eventi". Eventi che - ma questo Terzi non lo dice - potrebbero coincidere pure con le cerimonie di inaugurazione e di chiusura dell’Expo. L’Esposizione milanese, infatti, dovrebbe caratterizzarsi per un’inaugurazione in grande stile, modello Olimpiadi, assai diversa da quella delle precedenti Esposizioni universali. Non a caso il segretario esecutivo del Comitato per l’Expo, Paolo Glisenti, ha già annunciato che il budget per la cerimonia di inaugurazione è fissato in venti milioni di euro.
A ostacolare la realizzazione dello stadio interista per l’Expo, però, potrebbe subentrare una questione di famiglia. Moratti, naturalmente. Il sindaco Letizia Moratti, come noto, è la cognata del presidente nerazzurro Massimo Moratti. Una trattativa Comune-Inter sul nuovo stadio potrebbe far gridare qualcuno al conflitto d’interessi, così come se l’Inter volesse acquistare il 'vecchio' Meazza. Prospettiva che però non sembra più interessare alla società di via Durini, diversamente che al Milan.
di Massimiliano Mingoia
Duecento ragazze si sono presentate, per il momento, alle porte degli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese per la tappa milanese del casting per le aspiranti veline. Si sono messe in fila per la registrazione, prima del casting che prevede unacolloquio, alcuni accenni di danza e una piccola sfilata. La tappa di oggi segue le selezioni di Talent Factory che vanno avanti da un anno in tutta Italia.