Il cantante attacca: "La manifestazione universale sarà il colpo di grazia per la città. Temo l'arrivo di una gittata di cemento". Il sindaco passa al contrattacco: "Massimo rispetto per l'ambiente nel progetto è prevista una consulta ambientale, di cui fa già parte il premio Nobel Al Gore" Commenta
Milano, 2 aprile 2008 - Botta e risposta fra Letizia Moratti e Adriano Celentano sull'Expo. La diatriba parte dal blog del cantante che da una parte gioisce ''per la grande conquista fatta dall'Italia'', ma dall'altra critica il progetto milanese temendo l'arrivo di una "gittata di cemento". Il sindaco di Milano, intervenendo nel programma di Canale 5 'Panorama del giorno', risponde prontamente alle critiche avanzate all'Expo che il capoluogo lombardo ospiterà nel 2015: "Celentano prima legga il progetto e poi parli, altrimenti si limiti a cantare, preferisco sentire le sue canzoni perché non credo che abbia competenze urbanistiche tali da fare critiche senza conoscere il nostro progetto".
Per Celentano l'Expo 2015 sarà il "colpo di grazia" per Milano, vibrato dagli "archi-carnefici contemporanei", cioè le grandi firme dell'architettura come Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Daniel Libeskind, Arata Isozaki e Zaha Hadid. A sostenerlo, sul suo blog, è il cantante Adriano Celentano, in un post non datato ma, a giudicare dal contenuto, scritto tra ieri e oggi. Celentano ritiene che "solo la bellezza ci potrà salvare": "Nonostante - scrive - l'operazione delittuosa intrapresa dagli archi-carnefici contemporanei, abbiamo ancora in serbo una bellezza interiore che dobbiamo solo avere il coraggio di risvegliare, per mettere in atto quella che sarebbe la nuova rivoluzione economica". "Dobbiamo fare presto - continua Celentano - prima che questo angolo di meraviglia racchiuso ancora per poco dentro a ognuno di noi, si addormenti definitivamente in un coma irreversibile nel quale ci stanno trascinando le nuove star dell'architettura, per intenderci i vari Fuksas, Botta o quelli dei tre grattacieli, Libeskind, Isozaki e Hadid sull'ex Fiera di Milano, allora sarà la fine. E il colpo di grazia è già in canna, pronto per la sua gittata finale sull'Expo, per il quale, mentre da una parte gioisco per la grande conquista fatta dall'Italia, dall'altra il mio animo si adombra fortemente, sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici progetti per materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio per il mondo, se fosse dato in altre mani non inclini a speculazioni di stampo sfigurativo".
Moratti replica: "Ma quale colata di cemento? Stiamo progettando una grande area di 110 ettari, di cui metà verdi, con 22 km di strade d'acqua che collegheranno la città con l'area della nuova fiera". Inoltre assicura che "tutto è stato e sarà fatto nel massimo rispetto dell'ambiente. Basti pensare che nel progetto è prevista una consulta ambientale, di cui fa già parte il premio Nobel Al Gore, che come testimonial per l'ambiente mi sembra più importante di Celentano". "Il nostro progetto - ha aggiunto Moratti - vedrà Milano come un grande centro di sviluppo sostenibile per creare ospedali, scuole, centri di ricerca e formazione nei Paesi in via di sviluppo". La città, secondo il sindaco, diventerà un "punto di una rete globale per creare aiuto concreto nei Paesi emergenti. Non solo aiuti economici, ma anche per lo sviluppo di capitale umano: creando nuovi talenti e posti di lavoro".
Celentano: "Potrebbe essere uno scambio tra Milano e il mondo. Un'esposizione dove il pianeta ci mostra i suoi oggetti e noi gli mostriamo l'arte di una cultura milanese che simboleggi le caratteristiche di costruzione secondo lo stile, non americano, cinese tedesco o russo ma quello tipico lombardo del 1800. Utopia? Certo. Ma è l'unica ancora di salvezza nella quale io voglio credere che da qualche parte del mondo sia nascosto il germe di questa rivoluzione impossibile". Per Celentano "la prima cosa da fare, quindi, è quello che sta facendo Rutelli: abbattere gli eco mostri, portatori di gravi e devastanti malattie che annichiliscono". Più oltre, Celentano si rivolge al leader del Pd Walter Veltroni: "Perciò caro Walter, mi rivolgo a te prima che a Silvio. Per lui è più difficile mettere in pratica una politica che va contro il suo stesso 'immobiliarismo'. Già adesso, in nome dei più bisognosi, lo sentiamo parlare di apertura dei cantieri e non è difficile immaginare lo sfacelo a cui andremmo incontro se vincesse lui. Ma se è vero come io credo fermamente che solo la bellezza ci potrà salvare, bisogna entrare nell'ordine di idee di abbattere le cose dove la bellezza non c'è. In altre parole - conclude - bisogna restituire alle città l'identità perduta, che, per come erano fatte le case, piene di negozi e e insegne luminose, pur essendo delle metropoli, non si perdeva il senso del paese".
Il sindaco di Milano difende il progetto: "L'Expo porterà un grande beneficio alla nostra città. Sarà una grande occasione per il suo rilancio dal punto di vista economico: penso in particolare ai piccoli negozianti e a tutti coloro che vivono di turismo e commercio". Moratti ha aggiunto poi che il voto dei delegati Bie per Milano "è stato trasversale, da tutti i continenti. Credo che questo voto testimoni quanto Milano e l'Italia siano stimati nel mondo". Per quanto riguarda gli investimenti, Moratti ha fatto notare che "il nostro piano economico è stato approvato da due grandi banche internazionali. Prevediamo di ottenere molti ricavi dai nostri investimenti"
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