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LA CITTÀ IN FESTA

Expo, il riscatto dell'Italia e di Milano
E domenica parata per le vie del centro

Piazza Scala esplode alla buona notizia da Parigi. Grande entusiasmo a Palazzo Marino e folla in piazza Duomo: "Campioni, abbiamo vinto"
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Expo: festeggiamenti a Milano Milano, 1 aprile 2008 - Cose turche non se ne sono viste ma, indubbiamente, l’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano invece che a Smirne tributata ieri a Parigi dai 152 Paesi aderenti al Bie è stata salutata dalla gioia di migliaia di milanesi. E c’è chi, come due ragazze, si è tuffato nella fontana del Castello. Intendiamoci: che la festa cominci, come recitava il titolo di un vecchio film, e risulti il più popolare possibile lo sancirà la 'Victory Parade'. La manifestazione, cioè, che la Lista Moratti, in sinergia con ben determinate associazioni di categoria e di quartiere, sta organizzando per domenica prossima in quel corso Buenos Aires scelto dal sindaco per il clamoroso corteo a favore della sicurezza. E, tuttavia, già ieri scene di straordinaria follia da tripudio sono andate in onda in ben definiti spicchi della Piccola Mela destinata, grazie all’Expo, a proporsi nei prossimi anni come concorrente in fatto di internazionalità della Grande (New York), di Londra e di Barcellona.

 

Fulcro del giubilo s’è rivelato, ovviamente, Palazzo Marino. Richiamati dallo striscione 2,55 per 3,66 metri, con tanto di Uomo di Vitruvio e scritta 'Milano città ospitante dell’Expo 2015-Grazie a tutti', che, grazie alla sapiente regia a distanza (era a Parigi) esercitata dal presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, era stato esposto praticamente in diretta rispetto all’esito dello scrutino segreto, centinaia di cittadini si sono concentrati di fronte al Comune. Radunata sediziosa?

 

Macché... I milanesi materializzatisi davanti a Palazzo Marino volevano, indipendentemente dal loro orientamento politico, complimentarsi con l’Amministrazione per il trionfo appena colto. Strette di mano, pacche sulle spalle e sorrisi hanno preceduto un brindisi con protagonisti gli assessori Bruno Simini, Carlo Masseroli Edoardo Croci e Tiziana Maiolo. L’atmosfera, insomma, che si aspettava il vicesindaco, rimasto di guardia in Comune sicuro della vittoria finale sulla Mezzaluna. "L’assegnazione dell’evento ripaga gli enormi sforzi compiuti dal sindaco, dalla Giunta e dalle istituzioni per aggiudicarsi l’Expo 2015 con un investimento di circa 20 miliardi - ha scandito Riccardo De Corato sprizzando soddisfazione -. A distanza di 102 anni dall’esposizione universale di inizio secolo, gli occhi del mondo saranno di nuovo puntati su Milano. L’Expo rappresenterà una grande occasione di sviluppo e di rilancio per la città. I visitatori previsti ammontano, infatti. 29 milioni, ossia 160.000 al giorno. Il che si tradurrà in 70.000 nuovi posti di lavoro e in un incremento dei ricavi delle imprese stimato in circa 44 miliardi di euro. Mi auguro che il Governo abbia già preparato il decreto di nomina della Moratti a commissario straordinario per le opere pubbliche".

 

Ma lo striscione bipartisan comparso sulla facciata di Palazzo Marino non è stato l’unico a fare capolino ieri in città. Un gruppo di militanti della Lega Nord guidato da Matteo Salvini ha, d’altra parte, utilizzato la Fabbrica del Vapore, due passi da quella Chinatown poco scaldata dal Sole delle Alpi, per issare uno striscione inneggiante a 'Milano capitale padana del mondo'. "Questa è una vittoria solo di Milano e della Lombardia - ha affermato l’enfant prodige dei lumbard, per altro candidato alla Camera nelle ormai imminenti Politiche -. Già, perché Roma ha fatto di tutto per farci perdere con il taglio di Malpensa e i rifiuti di Napoli. Il Governo è stato capace unicamente di allestire una pessima vetrina per Milano. Per questa ragione, il successo conquistato a Parigi ha ancora più gusto".

 

Festa grande anche in FieraMilano, cui l’Expo schiude rosei orizzonti a partire dalla trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà della nuova area espositiva affacciata su tutto il globo terracqueo. Dopo essersi incollati per tutto il pomeriggio al maxischermo che trasmetteva la diretta del Tg Regione da Parigi, 150 dipendenti hanno salutato l’assegnazione della kermesse con un applauso scrosciante protrattosi per diversi minuti. "Lavoreremo per sette anni come pazzi e poi andremo tutti in pensione - ha scandito visibilmente soddisfatto il direttore generale Enrico Pazzali -. È come aver vinto una Champions all’ultimo minuto con un colpo di testa in mischia. Siamo riusciti a prevalere su Smirne e ora sono convinto che ce la faremo pure a rilanciare Malpensa". Operai, impiegati e quadri, intanto, intonavano cori liberatori. "Quando i turchi sono schizzati dal salone pensando di avere in mano l’Expo mi sono sentita morire - ha raccontato una dirigente abbracciando i colleghi. I veri protagonisti della manifestazione saranno i lavoratori della Fiera". Cose turche e cose milanesi.

Corrado Dragotto










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