Milano, 8 marzo 2008 - Era dal 2 dicembre del 2006 che Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini non salivano insieme su un palco. Oggi, al Palalido di Milano, i leader del Pdl aprono ufficialmente insieme la campagna elettorale del Popolo della libertà.
Spetta proprio al presidente di An, secondo il programma della convention, aprire la mattinata da un palco di oltre venti metri con alle spalle un enorme simbolo del Pdl su uno sfondo bianco. Nei padiglioni della Fiera risuonano le note di 'Azzurra liberta«, l'inno ufficiale di Forza Italia. Ma quella di oggi è la giornata in cui si dovrebbe svelare il nuovo inno del Pdl, che manderà in cantina le canzoni che hanno accompagnato sino ad ora tutti gli eventi ufficiali di An e Fi: 'Meno male che Silvio c'e» è il titolo del nuovo inno del partito fortemente voluto da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.
Al Palalido si attendono tutti i leader dei 'piccoli partitì che hanno aderito al progetto unitario, a cominciare da Gianfranco Rotondi e Alessandra Mussolini, Sergio De Gregorio, Lamberto Dini e Giorgio La Malfa. In prima fila è atteso anche il governatore Roberto Formigoni, capolista al Senato in Lombardia.
MUSICA E GIORNALI
E' il brano berlusconiano "Azzurra libertà" ad aver dominato l'atmosfera musicale della prima manifestazione del Pdl, in corso al Palalido di Milano, almeno nella fase iniziale. Il possibile disappunto per la scelta del brano, tra le file di An, è però compensato dal fatto che in sala viene distribuito il quotidiano di Alleanza nazionale, 'Il Secolo'.
Tra i sedili delle prime file il giornale è molto più diffuso dell'altro organo distribuito, cioè 'L'accademia del buon governo', bollettino dell'associazione culturale Il circolo del buongoverno di Macello Dell'Ultri.
Intorno alle 11 è previsto il comizio di Gianfranco Fini seguito, subito dopo da quello di Silvio Berlusconi. In prima fila sono già seduti Lamberto Dini, Sergio De Gregorio, Ombretta Colli, Guido Possa e Carlo Fatuzzo. Sono attesi a minuti anche gli altri leader dei 'piccoli' partiti che hanno aderito al Pdl, come Gianfranco Rotondi, Carlo Giovanardi e Alessandra Mussolini.
SI PARTE CON L'INNO DI MAMELI
Sulle note dell'Inno d'Italia, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini salgono sul palco del Palalido di Milano per aprire la campagna elettorale del Popolo della Libertà. Dopo essersi fatti largo tra la folla, Berlusconi in doppiopetto blu e Fini in cravatta azzurra solo saliti sul palco tenendosi per mano e sollevando le braccia al cielo.
Davanti ad una platea affollata, accolti da applausi e bandiere sventolanti, il candidato premier del Pdl e l'alleato prima di iniziare il discorso di apertura della campagna elettorale hanno ascoltato e cantato l'Inno di Mameli. E sul verso finale, "l'Italia chiamò", Berlusconi ha sollevato il pugno agitando il braccio, per dare il via ai discorsi di apertura di questa campagna elettorale.
PRIMAVERA E NOTTI IN BIANCO
"Oggi è un giorno di primavera, una primavera di libertà". Silvio Berlusconi, sul palco al fianco di Gianfranco Fini, 'aprè ufficialmente la campagna elettorale a Milano. "Fatemi ringraziare chi ha rinunciato al proprio simbolo per entrare nel Partito della Libertà", esordisce Berlusconi. "Questo - aggiunge - non è un Berlusconi al 100%, è un Berlusconi che non ha toccato il letto per le liste. È una cosa drammatica, devi decidere il destino degli altri, viene addosso un senso di responsabilità ma anche di angoscia per attese che non possono avere risposta. approfitto per ringraziare chi ha dato la disponibilità di essere candidato e - sottolinea l'ex premier - sono addolorato per chi non è riuscito a trovare posto nelle liste, ma le esigenze erano tantissime".
Il leader azzurro polemizza con i giornali che hanno pubblicato una serie di nomi, soprattutto femminili, che - rileva Berlusconi - "non sono nomi. Le candidature che ho visto sui giornali - afferma l'ex presidente del Consiglio - sono fasulle". Berlusconi soprattutto rimarca "l'attacco mediatico" verso le donne, "proprio in un giorno importante come quello dell'8 marzo. Si scatena - afferma Berlusconi - la corsa a vedere cosa hanno fatto queste donne, ci si scatena a vedere quali sono state le fidanzate di Fini e Berlusconi. Noi non siamo superman, ma anche noi non riusciamo ad avere dei numeri...", scherza l'ex premier. Berlusconi conferma che il Pdl ha inserito «il 30%» di donne nelle liste.
IL CAPITANO PAGLIA, EROE
"Un eroe dei nostri tempi". Così Gianfranco Fini ha definito Gianfranco Paglia, il capitano dell'Esercito ferito in Somalia e inserito tra i candidati del Pdl, e presentato oggi alla platea del Palalido assieme a Silvio Berlusconi.
"Mi scusino gli altri candidati se mi permetto di non citarli facendo una sola eccezione, quella di chi per amore di Patria ha pagato un costo alto in termini di sacrifici -ha sottolineato Fini- una persona che ringrazio pubblicamente e che considero un eroe dei tempi moderni, il capitano dell'Esercito ancora in servizio ferito in missione di pace. Una persona che, a pieno titolo, può rappresentare un bell'esempio per i giovani per tutti quei ragazzi che devono aver fiducia nel futuro".
IL PD E LA CARTA STRACCIA
"Per la sinistra il programma è carta straccia. Quindi non perdete tempo ad esaminare il programma della sinistra", attacca Berlusconi strappando dei fogli bianchi per far capire come per la sinistra il programma sia "qualcosa da buttare nel cestino. Veltroni - osserva - ha la capacità di eliminare tutti: da Prodi a Visco".
E ancora: "Nelle liste del Pd - dice il leader azzurro - ci sono sempre gli stessi e ci sono tutti. Il Pd è costituito per il 70% da ministri, sottosegretari e viceministri. Sono sempre loro, altro che nuovo e innovazione".
50% ALLE DONNE? L'ITALIA NON E' PRONTA
"Abbiamo voluto inserire il 30% dell'altra metà del cielo. Per arrivare al 50% forse l'Italia non è ancora pronta, ma io credo siamo già sulla buona strada - ha detto Berlusconi - E quando abbiamo deciso di ospitare nelle nostre liste il 30% di quella parte dell'Italia che oggi festeggia la sua festa, l'altra metà del cielo si scatena subito la corsa a guardare nel passato e poi addirittura le fidanzate di Gianfranco, le fidanzate mie... Noi siamo un po' superman, diciamolo chiaro, da quel punto di vista", ha concluso scherzando prima di passare la parola al leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini.
LA GUERRA DEI SONDAGGI
Nei sondaggi elettorali "il Pd è in regresso e noi non siamo mai scesi da un vantaggio di almeno dieci punti", afferma Berlusconi, secondo cui il Partito democratico continua la sua opera di "disinformazione: far circolare sondaggi falsi, candidature false e malori falsi. Mentre io - dice Berlusconi sorridendo - sto benissimo".
A VELTRONI NON LAUREA MA DIPLOMA IN FICTION
Il leader del Pdl Silvio Berlusconi prende di mira il numero uno del Pd Walter Veltroni. "Veltroni rinnovatore -dice dal Palalido di Milano- il giovane praticante della politica, il sindaco moderno, che invece di laurearsi si è diplomato della fiction, nel cinema. È in politica da quasi 40 anni".
"Nelle liste elettorali del Partito democratico -ha detto Berlusconi- ci sono sempre gli stessi e ci sono tutti! Il Pd è composto per il 60% da ministri, viceministri e sottosegretari che ci hanno lasciato questa distruttiva eredità, a partire dai rifiuti di Napoli e della Campania. Sono sempre loro: il nuovo, l'innovazione, il futuro... ".
Poi ha iniziato ad elencare: "Prodi: presidente del Pd, in politica da 45 anni. D'Alema: protagonista del Pd, primo in lista a Napoli per coprire Bassolino, in politica da 45 anni".
Dopo aver citato Veltroni, Berlusconi ha proseguito notando che "però hanno dei giovani: Rutelli e Franceschini, in politica da appena 30 anni. Non dico che sia un male -ha concluso- ma non si può avere la faccia tosta di presentarsi come nuovi".
DOMANDE SCALDA-PLATEA
"Volete ancora essere governati da questi signori della sinistra? Avete voglia di credere ancora alle loro bugie? Pensate che dopo il disastro che hanno combinato possano fare ancora qualcosa di buono? Volete che vi mettano ancora le mani nelle vostre tasche o permettere che lascino le porte aperte ai clandestini?".
Silvio Berlusconi chiude il suo comizio davanti alle migliaia di militanti e simpatizzanti giunti al Palalido per l'apertura ufficiale della campagna elettorale riprendendo un suo vecchio cavallo di battaglia, una serie di domande retoriche, "semplici semplici", come lui stesso le definisce, formulate oggi stesso in aereo, ha raccontato, per non addormentarsi dopo una nottata insonne per la chiusura delle liste elettorali.
Tra un tripudio di bandiere e l'ovazione dei presenti, Berlusconi ha incassato scontati "noooo" ad ogni domanda. E sonori "siii" quando ha chiesto, prima di congedarsi, "Ne avete avuto abbastanza dell'oppressione fiscale? Dell'oppressione burocratica? Del tesoretto immaginario? Della sinistra tassa e spendi? Di pagare l'Iva prima di aver incassato la fattura? Ecco, questa è una cosa che modificheremo già al primo consiglio dei ministri". "E allora - ha concluso, ripetendolo tre volte - Rialzati Italia".
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e, unica donna, Daniela Santanché