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Milano

SERIE A

Zanetti, segna poco ma non molla mai
Emerson: "Penalizzati dall'arbitro"

Il capitano ha dato mezzo scudetto all'Inter, come si sbilancia Moratti: "Al 50% è fatta. Grinta e carattere da rimettere in campo contro il Liverpool". Emerson si lamenta dell'arbitraggio e invita i compagni di squadra ad avere la stessa mentalità in campionato e in Champions

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Javier Zanetti Milano, 28 febbraio 2008 - Un gol all'anno, se va bene. Non segna praticamente mai Javier Zanetti, capitano da tanti chilometri e poca gloria personale, ma stavolta ha scelto la partita più importante per fare centro. Contro la Roma, con l'Inter sotto 1-0: destro dai 16 metri a 2 minuti dal 90', palla nell'angolino e 1-1 che ha rimesso l'Inter di nuovo a +9.

Gol da campione, prodezza da capitano, quello che non molla mai. Poi l'urlo liberatorio. Perché lui non c'è abituato: non segnava da quasi un anno e mezzo, dal gol all'Ascoli del 5 novembre 2006. E per trovare un altro suo gol bisogna andare indietro addirittura di altri 4 anni esatti, al 4-3 con cui l'Inter vinse ad Empoli il 6 novembre 2002. Dedica pronta: alla moglie Paula e al secondo figlio che sta per arrivare. Ha mimato il pancione in campo Zanetti, poi è passato a prendersi la meritata gloria.


Ammettendo: "Non ho mirato, ho calciato sperando che la palla entrasse". Ed è entrata, salvando l'Inter dagli inevitabili processi e dal rischio di una crisi anche nervosa, ridandole forza e fiducia nel momento piu' importante della stagione, portandola a un passo dal terzo scudetto di fila. "Il gol ci da' tanta tanta serenita'", ha poi sottolineato il capitano. Cuore enorme dentro e fuori il campo. Perché ai chilometri che fa quando gioca aggiunge l'impegno con la 'Fundacion Pupi', fondata insieme alla moglie per aiutare i pibes, i bambini, di Buenos Aires. Intanto ha aiutato l'Inter a tirarsi fuori dai guai.

Le ha dato mezzo scudetto, come si è sbilanciato anche Moratti. "Non so se fino a tre quarti ma fino al 50% è fatta - ha detto il presidente - sempre che la squadra mantenga la grinta e il carattere di oggi". Grinta a carattere da rimettere in campo contro il Liverpool l'11 marzo, per un'altra impresa.

"L'importante- ha detto ancora ancora il presidente nerazzurro - è che facciamo una partita con lo stesso carattere che abbiamo visto espresso al massimo dal capitano: se facciamo cosi' possiamo essere ottimisti". Il carattere insomma. L'ancora cui aggrapparsi per coprire i problemi di una squadra in evidente calo. Per stanchezza e per i troppi infortuni, quelli che hanno messo ko prima Vieira e Figo, poi Dacourt, Samuel e Stankovic, quindi Cordoba, Ibrahimovic e Cruz. Troppo anche per l'Inter. Che si è riscoperta suo malgrado 'normale', vulnerabile. Ma sempre viva, capace di risorgere quando sembrava morta. Con la
grinta di Zanetti, il capitano. Quello che non segna mai, ma pure quello che non molla mai.

 

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