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Milano

IL CONVEGNO

Almeno 100mila i cittadini 'malati'
I piccoli? Soffrono di fretta e successo

Oggi il convegno a Palazzo Marino sulla sofferenza psichica. Patrizia Quartieri, consigliere comunale per Sinistra arcobaleno e insegnante: "Ci sono situazioni al limite fra il vero bisogno di assistenza e una carenza di attenzione. Problemi scatenati anche da una scarsa cura alle relazioni"

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Salute mentale Milano, 21 febbraio 2008  - Non esiste un censimento dei milanesi con problemi di salute mentale. "Ma si calcola che almeno 100.000 cittadini siano costretti a fare i conti con problematiche di questo tipo. Solo 20.000, però, sono seguiti dai servizi in Asl e ospedali. Dunque per il resto si tratta di un disagio latente". Questa la 'fotografia' dei bisogni di salute mentale nel capoluogo lombardo, secondo Giuseppe Landonio, consigliere comunale di Sinistra democratica, a margine del Convegno sulla sofferenza psichica 'Così uguali, così diversi', in corso a Palazzo Marino. "Milano è una città complessa - dice Landonio - con aree a rischio, in cui disagio abitativo e povertà si alleano e funzionano da miccia per questi problemi".

 

Nell'incontro di oggi in Comune esperti del settore e istituzioni puntano i riflettori sulle fasce di popolazione particolarmente a rischio, come i minori e gli adolescenti, gli immigrati ("non c'è un censimento dei bisogni", sottolinea Landonio), e la popolazione carceraria.  "I servizi cercano di rispondere alle necessità di queste persone, ma occorre un intervento più strutturato. Per questo proporremo la costituzione di un Tavolo che riunisca tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni al volontariato, per fare di più e meglio. Non solo: Milano ha bisogno di un Piano della salute mentale, che sia declinato a livello comunale, sulla scorta di quanto accade con il Piano regionale. Un'organizzazione triennale che consenta di pianificare e organizzare meglio gli interventi".

 

Fra le aree critiche, il disagio dei minori. "Si calcola che a Milano vivano quasi 1.000 bambini e adolescenti in grave sofferenza psichica, e moltissimi di più sono quelli in condizioni di bisogno". Lo sottolinea Patrizia Quartieri, consigliere comunale di Sinistra arcobaleno, evidenziando l'assenza in città di strutture ospedaliere per il ricovero dei casi più gravi fra i giovanissimi. Secondo i dati diffusi oggi all'incontro, a fronte di numerose prime visite, pochi ragazzi con diagnosi di problemi mentali vengono poi presi in carico e seguiti costantemente dai servizi.

 

"Al contrario, gli interventi nei primi anni dell'adolescenza sono cruciali: ricerche internazionali - ricorda l'esperta - hanno dimostrato che in questo modo il 30% dei ragazzi arriva a una guarigione e un altro 30% a un recupero parziale. Insomma, è cruciale prendere in carico subito i minori con problemi, anche per risparmiare costi futuri alla società".

 

Inoltre i piccoli milanesi sono 'malati' di fretta e di successo. "Dopo la scuola sono coinvolti in un turbine di corsi e lezioni, dagli sport alle lingue straniere. Vengono richieste loro fin da bimbi continue prestazioni di alto livello, con giornate all'insegna di un ritmo frenetico. Lo stesso dei genitori che vivono in una realtà urbana complessa come quella milanese". Questo il ritratto 'schizzato' da Patrizia Quartieri, consigliere comunale per Sinistra arcobaleno e insegnante, oggi a Milano a margine del convegno sulla sofferenza psichica dal tema 'Così uguali, così diversi' in corso a Palazzo Marino.

 

Accanto a problemi gravi di salute mentale, che affliggono un migliaio di giovanissimi milanesi, "ci sono situazioni al limite fra il vero bisogno di assistenza e una carenza di attenzione. Problemi scatenati anche da una scarsa cura alle relazioni", prosegue. Nemica del benessere dei più piccoli è proprio la fretta, imposta agli stessi genitori dai ritmi quotidiani. "Non è un caso che, secondo gli studi, le donne che vivono in una realtà urbana siano più vulnerabili alla depressione".

 

E così, con mamma e papà che lavorano fino a tardi e mille corsi che scandiscono la giornata, i piccoli del capoluogo lombardo oggi "hanno poco tempo per giocare in cortile, o nel parco sotto casa con i loro coetanei. E troppo spesso - conclude la Quartieri - l'alternativa ai corsi e alle lezioni è stare soli in casa davanti alla tv".










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