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SCOPERTA AL SAN RAFFAELE

Trovati gli 'interruttori' del cervello
per passare da una lingua all'altra

Un meccanismo cerebrale permette di selezionare correttamente la lingua con cui ci si vuole esprimere. Per lo studio utilizzato 'Il piccolo principe'  di Sant-Exupery che conteniene passi in francese e italiano

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Lastre al cervello Milano, 11 dicembre 2007 - Nel cervello umano ci sono degli "interruttori" che attivano il passaggio da una lingua all'altra e permettono di selezionare quella con cui ci si vuole esprimere. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che hanno pubblicato uno studio effettuato in collaborazione con il dipartimento di neurologia dell'Università di California e dei Geneva University Hospital.

 

Lo studio dimostra che nel cervello esiste un sistema di controllo che funziona come un interruttore e si attiva durante il passaggio dalla lingua madre a un'altra: grazie a questo meccanismo i traduttori simultanei e le persone bilingue passano così facilmente da una lingua all'altra. Lo studio è stato pubblicato sul numero del 12 dicembre del "Journal of Neuroscience", una delle più prestigiose riviste scientifiche nel settore delle neuroscienze.


La ricerca dà una dimostrazione alle ipotesi degli psicolinguisti, secondo le quali quando si passa da una lingua all'altra per esprimersi si attivano delle aree del cervello che bloccano quella in uso e consentono di cambiarla. Lo stesso meccanismo impedirebbe le interferenze, cioè l'uso di una lingua diversa rispetto all'ambiente dove ci si trova: per questo è difficile che, trovandosi in Inghilterra, si entri in un bar chiedendo un caffè in italiano. Questo succede solo se il meccanismo del cervello è "difettoso".


Per scoprire questi meccanismi i ricercatori hanno studiato l'attività del cervello di soggetti bilingui per italiano e francese usando la risonanza magnetica funzionale. I soggetti studiati sono di madrelingua italiana, cresciuti in famiglie italiane emigrate a Ginevra, dove hanno imparato la lingua sin da piccoli: hanno dunque la stessa padronanza per le due lingue ma sono più esposti al francese per l'ambiente dove vivono.

 

Durante l'esperimento i bilingue hanno ascoltato storie tratte dal "Piccolo principe" di Sant-Exupery che contenevano passaggi da francese a italiano e viceversa. Con la risonanza gli studiosi hanno fotografato le aree dei loro cervelli, cioè gli "interruttori" che si attivano nel passaggio tra lingue: la corteccia del cingolo (struttura nervosa che controlla le azioni mentali) e il nucleo caudato (che interviene nel processo di inibizione delle azioni).

 

Lo studio dimostra che più si è esposti a una lingua più nel cervello si attivano sistemi neurali simili a quelli che si attivano usando la lingua madre. Gli "interruttori" rendono infatti più scorrevole il passaggio dall'una all'altra se si vive nel Paese di origine, si seguono programmi tv o radio in quella lingua, parlando in modo costante con chi ci vive. Il lavoro del San Raffaele prova inoltre che i sintagmi, le unità complesse in cui le parole si aggregano per formare le frasi, hanno un correlato neuropsicologico: a seconda che i salti da una lingua al'altra rispettino o meno la struttura dei sintagmi il cervello dà attivazioni diverse.


Lo studio è stato reso possibile grazie a finanziamenti del Schweizerische Nationalfonds Snf/Fns e dei Programmi di Ricerca di interesse nazionale italiani (Prin)del Miur (Ministero dell`Università e della Ricerca).










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