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SETTIMANA DI FUOCO IN COMUNE

Inchiesta sulle consulenze d'oro
la Moratti si difende in Consiglio

C'è attesa per il confronto del primo cittadino con l'aula riguardo all'indagine in corso. Ma i grattacapi per il sindaco non finiscono qui: nell'alleanza ci sono tensioni a destra, con la Santanchè che chiede che gli scissionisti de La Destra tengano l'assessorato lasciato libero dalla De Albertis

La Moratti fischiata in piazza Duomo Milano, 3 dicembre 2007 - SETTIMANA DI FUOCO a Palazzo Marino. Quella che si apre oggi e si chiuderà venerdì con le celebrazioni di Sant’Ambrogio è una "cinque giorni" che potrebbe lasciare il segno nella vita amministrativa cittadina. Le previsioni per i prossimi giorni annunciano infatti l’atteso intervento del sindaco in Consiglio comunale sulle vicende legate all’inchiesta della Procura e le possibili decisioni sul futuro assetto della Giunta, dopo l’uscita forzata dell’assessore De Albertis e la creazione del nuovo gruppo consiliare de La Destra. Il primo appuntamento è atteso per domani sera, quando Letizia Moratti si presenterà in aula per riferire all’assemblea sul caso "assunzioni e consulenze" al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura. Per annunciarlo con certezza manca, è vero, la conferma ufficiale di Palazzo Marino, ma la decisione sembra ormai presa.

IL SINDACO ha assicurato la propria disposizione a intervenire in aula, ma ha anche messo le mani avanti, ponendo l’accento sui limiti e le cautele che sarà indispensabile osservare parlando di una vicenda che è al centro di un’inchiesta giudiziaria. «Riferirò - ha spiegato Letizia Moratti - nella forma in cui potrò farlo». E ha ribadito la decisa opposizione alla richiesta di congelare a titolo cautelare le funzioni dei dirigenti coinvolti nell’indagine, a cominciare dal "city manager" Piero Borghini e dal suo vice Rita Amabile. E passiamo al fronte più squisitamente politico, che vede ancora un volta in prima fila Letizia Moratti, chiamata, sia da An che dagli scissionisti di La Destra, a decisere sull’assessorato alla Salute, tolto a Carla De Albertis (entrata nella formazione di Storace) e assegnato pro tempore al vicesindaco De Corato. L’onorevole Daniela Santanchè (portavoce de La Destra) da una parte e gli esponenti milanesi di An dall’altra stanno "tirando per la giacchetta" il sindaco: entrambi rivendicano il diritto di successione alla De Albertis e sollecitano un decisione rapida, ma il sindaco sembra più propenso a prendere tempo. Forse anche fino al prossimo gennaio.

PRONTI anche i nomi da inserire nel tassello della Giunta rimasto scoperto. An ha già indicato come nuovo assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. La Destra replica chiedendo il reinserimento di Carla De Albertis sul posto appena lasciato: non più come esponente di An, ma come esponente della nuova formazione, alla quale ha aderito anche la consigliera comunale Barbara Ciabò. E per illustrare meglio le ragioni di questa richiesta la Santanchè chiederà oggi un incontro con il sindaco Moratti. «Il ragionamento - dice il portavoce de La Destra - è semplice: noi ribadiamo la nostra posizione all’interno del centrodestra, a sostegno di questa maggioranza e al fianco del sindaco Moratti. Abbiamo un consigliere comunale, come la Lega e l’Udc, che hanno anche un assessore in Giunta. Quindi non si vede perchè nei nostri confronti debba scattare un trattamento diverso». Dichiarazoni che l’onorevole Santanchè rilascia però in piazza San Babila, dove, con gli altri esponenti de La Destra, sta raccogliendo firme contro il ticket di ingresso al centro cittadino. Perplessità e obiezioni sono di conseguenza inevitabili, ma non incrinano le sue posizioni. «Noi - ribadisce - siamo alleati del sindaco e ci consideriamo in questa maggioranza. Siamo soltanto contrari a un provvedimento che consideriamo sbagliato e che, a nostro avviso, i milanesi non vogliono. Del resto la nostra posizione sull’ecopass era nota da tempo».
Infine da segnalare il proseguire delle polemiche innescate dalla scissione. Durissimo Ignazio La Russa: «Quelli che se ne vanno lo fanno solo per ambizioni personali e opportunismo. Per An è un bene. E’ come fare le pulizie di casa». Replica Storace: «Indegno e opportunista è chi subisce in silenzio le prepotenze da caffetteria solo perché teme per la poltrona».

di Giorgio Guaiti










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