• CINEMA
  • BENESSERE
  • INCONTRI
Mooovie
Dieta Club
trova l'anima gemella
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA

SICUREZZA

Proposta del sindaco Moratti:
"Voto bipartisan sulle misure Amato"

Il primo cittadino interviene sul pacchetto di misure da varare: "Le nuove norme non rimangano solo un annuncio ma diventino realtà. I problemi vanno affrontati, non fatti marcire"

LETIZIA MORATTI Milano, 6 settembre 2007 - Furti, scippi, borseggi e altre amenità. Una volta la chiamavano microcriminalità. Ora emergenza nazionale. Meglio tardi che mai.
«Milano è stata la prima a parlarne e a presentare proposte concrete — risponde il sindaco Letizia Moratti —. In marzo, abbiamo lanciato l’allarme sicurezza nelle città e a distanza di mesi questo allarme è stato recepito dagli altri. I tre capitoli, sui quali il governo si appresta a varare provvedimenti, criminalità organizzata, criminalità comune e illegalità diffusa, vanno nella direzione indicata da Milano. Ma il pacchetto non deve rimanere un annuncio. Se, come ha detto Amato, siamo di fronte a un’emergenza nazionale, l’unico modo vero per risolvere l’emergenza è un decreto legge».

Il rischio qual è?
«Che siano misure solo annunciate. Una parte della sinistra ha già preso le distanze».

Conseguenze temute?
«Che si ripeta quel che è successo per la violenza sulle donne. I ministri Pollastrini e Mastella hanno presentato un disegno di legge. Milano l’aveva chiesto, abbiamo lavorato con i tecnici dei ministeri, il testo è stato approvato dal consiglio dei ministri ma è ancora fermo in parlamento».

Il ministro Ferrero l’accusa di seminare paura perché, secondo lui, l’insicurezza più che una realtà è una sensazione.
«Invito il ministro Ferrero ad andare nelle periferie delle città e a parlare non soltanto con me, ma anche con gli altri sindaci. Capirà che non è una percezione».

Se ai sindaci fossero dati poteri speciali?
«Credo più alla collaborazione inter-istituzionale e a quelle decisioni che mettono i sindaci in condizione di svolgere il loro lavoro. Faccio un esempio. Siamo l’unico Paese in Europa a non aver concesso la moratoria e questo ha scaricato sulle grandi città un flusso che è difficilmente controllabile dal punto di vista dell’integrazione. Vedo un governo che non affronta a monte i problemi».

Immigrazione e droga.
«Il disegno di legge Amato Ferrero va in controtendenza rispetto a un’accoglienza a cui corrisponda un rispetto delle regole, base per una corretta integrazione. Nel momento in cui scollega l’accettazione dell’immigrazione al contratto di lavoro, alimenta il mercato nero, perché dà speranze di lavoro che non saranno realizzabili da tutti. Con il rischio di condannare gli esclusi al mercato nero e alla criminalità».

Droga.
«E’ un problema che il governo sta affrontando nel peggiore dei modi, depenalizzando le droghe leggere e alimentando una cultura, che invece avrebbe bisogno di: prevenzione, recupero integrale della persona e severità per spacciatori».

Prostituzione.
«Altro problema accantonato dal Governo. Noi sindaci avevamo chiesto di tenerlo nel pacchetto. E’ uno dei temi esclusi con droga e immigrazione».

Sull’immigrazione perché non viene applicata la normativa Ue per cui chi non è in grado di avere mezzi di sussistenza viene espulso, come accade nel resto dell’Europa?
«La normativa è entrata in vigore l’11 luglio in Italia e prevede tre mesi di verifiche, dopo di che si procede al rimpatrio. Non mi sento di dire che non è applicata».

Ma negli altri Paesi è stata applicata prima e noi abbiamo atteso finora.
«Vero. E bisogna fare quello che aveva fatto il Governo precedente: una serie di accordi con i Paesi di origine, intensificare le relazioni, adottare progetti concreti».

Quanto c’è di elettoralistico nella carta sicurezza, ora giocata anche dalla sinistra?
«La sinistra di governo si è accorta in ritardo di un’emergenza che Milano per prima aveva segnalato con la fiaccolata del 26 marzo».

Ma non le pare strano che in marzo quella manifestazione venne descritta come un raduno di reazionari e oggi sia presa a modello?
«Mi sembra strano, ma a me quel che interessa sono i risultati. Meglio tardi che mai. E’ bene che questo pacchetto diventi vero, reale, che non riesplodano le divisioni interne alla sinistra. Perciò sarebbe saggio che il governo tentasse un’operazione bipartisan, coinvolgendo l’opposizione».

L’inerzia produce razzismo?
«Dal mio osservatorio di Milano non risulta, certo i problemi vanno affrontati, non fatti marcire».

Un giudizio sulle misure fiorentine per i lavavetri.
«A Milano c’è già un regolamento comunale che vieta di lavare i vetri ai veicoli sul suolo pubblico. Che si usi un’ordinanza o un regolamento nulla cambia. Detto questo, si colpisce l’anello più debole. Il punto è che è inutile far venire in Italia persone alle quali non possiamo offrire un lavoro dignitoso».

di Giovanni Morandi










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

FOTO DEL GIORNO

Roberto Benigni

Benigni per i detenuti

Il comico toscano Roberto Benigni porterà il suo spettacolo anche in carcere. Il prossimo 15 settembre salirà sul palco allestito all'interno di Opera. Mentre il 21 sarà a Sulmona. Due spettacoli a scopo di solidarieta' che dimostrano, a detto il Guardasigilli Mastella: "impegno e serietà".

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli