Due aspiranti boss si sfidano
Vigilante uccide rivale di 19 anni
La vittima è morta poco dopo il ricovero all'ospedale di San Paolo. Secondo i testimoni: il giovane avrebbe sfidato l'altro a sparargli nel corso di una lite tra bande per la supremazia del territorio
Milano, 3 agosto 2007 - Una lite tra bande rivale per stabilire la supremazia su un territorio, un colpo di pistola esploso e un ragazzo di 19 anni che rimane a terra. E' morto così, ieri sera ad Assago, Antonio Di Bella - qualche lavoretto saltuario nell'autofficina di famiglia, qualche guaio che lo aveva fatto conoscere alla polizia e qualche grammo di cocaina in tasca.
Antonio voleva diventare il boss della zona e, per questo motivo, ha sfidato il rivale, Davide Malgeri, guardia giurata di 21 anni, che aveva in mano la pistola di ordinanza. "Se hai coraggio, spara", gli ha gridato dopo essersi tolto la maglietta e avergli mostrato il petto. L'altro, però, non si è tirato indietro e ha aperto il fuoco colpendolo al torace. Di Bella si è trascinato per qualche metro, poi si è accasciato in mezzo alla strada. E' stato soccorso e portato all'ospedale San Paolo, dove è morto.
Poco dopo il vigilante e i due amici che lo avevano spalleggiato sono stati rintracciati in auto e ammanettati, a Trezzano sul Naviglio. ''Omicidio aggravato dai futili motivi'' accusano i carabinieri di Corsico. Un delitto, spiegano, che deriva da vecchie ruggini, da un conto che due gruppi di giovani avevano deciso di regolare ieri sera in una piazza di Assago, la zona 'contesa', nell'hinterland di Milano. Storie di fidanzate e di ex, e soprattutto il desiderio di supremazia su quel territorio.
Le bande rivali si erano date appuntamento alle 22 circa. Da una parte Malgeri e gli altri due (entrambi operai, incensurati, come la guardia giurata) che venivano da Milano, dall'altra il 19enne con un numero di amici che gli investigatori stanno ancora cercando di definire. Prima uno scambio verbale, poi si è passati ai fatti.
Il terzetto si è trovato subito in difficoltà e stava per avere la peggio quando Malgeri ha estratto l'arma e ha cominciato a sparare. In tutto 6-7 colpi, all'inizio in aria e quindi ad altezza uomo. Un proiettile è entrato in una casa vicina senza causare danni, l'ultimo era destinato al petto di Di Bella che ormai, a torso nudo, era vicinissimo all'avversario e lo sfidava.
Gli uomini dell'Arma hanno ascoltato i testimoni e subito due pattuglie hanno individuato la Ford Fiesta con il terzetto a bordo a Trezzano sul Navigli e li hanno fermati. I tre avevano ancora la pistola usata per il delitto. ''Hanno ammesso di essere coinvolti nella vicenda e hanno fornito la loro versione'', hanno spiegato i militari..
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