Scritte razziste in via Paolo Sarpi
I cinesi: "Basta discriminazioni"
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Sono comparse la notte scorsa e sono firmate da Forza Nuova. Il vice sindaco: "Ferma condanna". La risposta di Chinatown affidata a cartelli sulle vetrine: "Siamo milanesi anche noi. Diritto al lavoro, diritto inviolabile dell'uomo"
Milano, 14 aprile 2007 - "Cinesi a casa", "no immigrazione": sono le scritte apparse nella notte in via Paolo Sarpi, firmate con croci celtiche da Forza Nuova.
Il movimento di destra ha anche apposto dei cartelli rivolti ai cittadini italiani con un numero verde: "Lo stato non ti ascolta... ti ascoltiamo noi".
Ad accorgersi delle scritte gli attivisti del centro sociale Cantiere che ha documentato quanto avvenuto con una galleria fotografica apparsa sul sito www.globalproject.info.
"Esprimo la più ferma e totale condanna nei confronti delle scritte razziste e dei manifesti apparsi nella zona di via Paolo Sarpi contro la comunità cinese. Si tratta di manifestazioni di odio e intolleranza che non trovano alcuna giustificazione e alcuna logica se non quella di voler alimentare un clima di tensione ed esasperare gli animi, dove oggi si è ristabilita la tranquillità. Il Comune di Milano è per l'accoglienza e l'integrazione nella legalità e nel rispetto delle regole, pertanto condanno senza se e senza ma queste ingiustificabili espressioni di razzismo".
Così il vice Sindaco Riccardo De Corato a commento delle scritte razziste e dei manifesti contro la presenza dei cinesi nel quartiere Sarpi apparsi questa notte nella zona e che portano la firma di Forza Nuova.
Non si è fatta attendere al risposta da parte dei cinesi: "Basta discriminazione. Siamo milanesi anche noi. Diritto al lavoro, diritto inviolabile dell'uomo". Questo il testo dei cartelli affissi dai negozianti cinesi nella zona di via Paolo Sarpi. La decisione di stampare e affiggere i cartelli è stata raggiunta ieri sera al termine dell'incontro della comunità con il console di Pechino a Milano.
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