Situazione tranquilla a Chinatown
Pechino chiede equilibrio all'Italia
I negozi hanno riaperto regolarmente, ma dopo gli scontri i residenti non hanno voglia di parlare. Intanto arriva la reazione del Governo cinese, che in una nota si augura che la situazione venga risolta tenendo conto delle "ragionevoli esigenze e dei cinesi all' estero''. Berlusconi: "Coniugare solidarietà e legalità"
Milano, 13 aprile 2007 - Situazione tranquilla questa mattina nella «Chinatown» milanese dopo gli scontri di ieri mattina tra la comunità cinese e le forze dell'ordine. Dopo essere stati chiusi nel pomeriggio in segno di protesta, i negozi hanno riaperto regolarmente.
Continuano tuttavia a sventolare le bandiere arancioni dei residenti italiani in Via Paolo Sarpi, esposte già da qualche mese per protestare contro il proliferare dei negozi all'ingrosso gestiti dai cinesi nella zona. La comunità immigrata ha poca voglia di parlare ed emerge una profonda convinzione di aver subito un'ingiustizia e di essere perseguitati da vigili e polizia locale. Confermato il bilancio di 14 contusi per le forze dell'ordine e di 5 persone ferite tra i cinesi.
Intanto in una nota la Cina ''si augura'' che l' Italia ''risolva con equilibrio'' i problemi sorti con gli incidenti di ieri a Milano tra immigrati cinesi e polizia municipale.
Nella nota, il ministero degli Esteri sottolinea che ora la situazione ''e' calma'' e parla delle "ragionevoli esigenze e degli interessi legali dei cinesi residenti all' estero''.
Oggi la notizia degli incidenti e' stata diffusa dall' Agenzia Nuova Cina, che prova a riscotruire la scintilla che ha dato il via alla violenza, scoppiata ''dopo che la polizia aveva multato una donna incinta che stava scaricando merci da un carretto''.
L' agenzia riporta le affermazioni degli immigrati secondo i quali ''non si e' trattato di un caso isolato''.''Nei due mesi scorsi i commercianti cinesi si sono spesso lamentati del comportamento della polizia'', aggiunge Nuova Cina.
Una lunga corrispondenza da Milano e' stata messa in onda oggi dalla ''Phoenix Tv'', una televisione di Hong Kong che si riceve nel sud della Cina ed in alcuni complessi residenziali ed alberghi di lusso.
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